«Nessuno si salva da solo» dice Manrico Brustia. La Cia di Novara, Vercelli e di Pavia organizza un convegno tecnico a Castello d’Agogna il 16 dicembre. L’obiettivo è sensibilizzare i risicoltori a fare squadra, a rendersi conto di operare dentro un unico sistema irriguo dove ogni scelta imprenditoriale – per quanto libera – si riflette sugli altri imprenditori.
GRAZIE COLATURE
In una coltura che ha vissuto per secoli di colature non dovrebbe esser difficile da capire, eppure sono anni che l’uso smodato delle tecniche di semina in asciutta hanno rotto l’equilibrio irriguo, osserva Brustia, che guida il settore riso della confederazione e che con Giovanni Daghetta (Cia Pavia) ha concepito questo appuntamento. Che parte dalla constatazione di come la situazione sia diventata esplosiva con il cambiamento climatico: «Dobbiamo assolutamente arrivare a una gestione più sostenibile della risorsa acqua perché è diventata scarsa e lo sarà per molto tempo.
Non è più possibile concentrare la domanda irrigua nel mese di giugno, quando arrivano ad un momento critico le risaie seminate in asciutta e i campi di mais e di soia. Anche quest’anno, che l’acqua c’era, siamo andati in crisi…» osserva Brustia (nella foto, a sinistra con Daghetta).
PROGRAMMARE LE SEMINE
La Cia ha scelto di fare un incontro tecnico sulla programmazione delle semine per creare una scalarità della domanda, senza tralasciare la pratiche agronomiche virtuose e quelle che aiutano a rimpinguare la falda (sommersione invernale). «Non dimentichiamo che alternare le tecniche di semina consente di gestire meglio la difesa del riso, considerato che i principi attivi autorizzati per ciascuna delle due tecniche sono insufficienti» continua Brustia, che al convegno porterà anche il tema del deflusso ecologico. Il focus però resta la necessità di fare sistema, interrompendo un’anarchia tecnica che sta portando il sistema irriguo al collasso. «E che potrebbe costarci caro finanziariamente – osserva il presidente della Cia – in quanto l’aiuto accoppiato al riso è importante solo perché a Bruxelles ci considerano un forziere di biodiversità acquatica. Se non sommergessimo più, si asciugherebbe anche l’aiuto…»
APPUNTAMENTO MARTEDI 16 DICEMBRE
Su questi temi si farà il punto martedì 16 dicembre dalle ore 9:30 all’Ente Nazionale Risi a Castello d’Agogna (PV) con i produttori associati e ospiti qualificati per relazionare sull’andamento del settore e sulle strategie future.
Il programma del convegno “Acqua e riso: il valore della programmazione in tempi di crisi idrica e cambiamento climatico” prevede l’introduzione del responsabile settore Riso per Cia Piemonte Manrico Brustia, l’intervento del climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, le relazioni da parte dei tre Consorzi Irrigui – il commissario straordinario Est Sesia Ettore Fanfani, il direttore del Consorzio di Bonifica della Baraggia Alessandro Iacopino; il presidente del Consorzio Est Ticino Villoresi Alessandro Rota, il direttore del Consorzio Ovest Sesia Diego Teruzzi; il consulente Cia Gabriele Balzaretti illustrerà le tecniche sostenibili in risicoltura. Infine, le conclusioni saranno affidate a Stefano Calderoni responsabile Nazionale per l’Irrigazione e la bonifica per Cia e vicepresidente nazionale ANBI. Sarà presente anche Giovanni Daghetta, responsabile nazionale Cia per il settore Riso.
TEMA FITOSANITARIO CENTRALE
L’Italia, con circa 230.000 ettari coltivati, rappresenta il principale produttore di riso in Europa, contribuendo significativamente al patrimonio storico, culturale e occupazionale. È necessario – scrivono gli organizzatori – intervenire sulle tecniche di coltivazione e sull’impiego di prodotti adeguati nella gestione della flora spontanea, essenziale per garantire adeguati livelli produttivi. Negli ultimi anni si è assistito a una progressiva diminuzione dei fitosanitari utilizzabili e dei meccanismi d’azione disponibili, portando all’insorgere di malerbe resistenti a causa dell’uso prolungato di alcuni erbicidi: Gabriele Balzaretti interverrà su queste problematiche.
GESTIONE IRRIGUA
«Il cambiamento climatico – si legge in una nota – incide profondamente sulla gestione delle risorse idriche, prelevate principalmente dal Lago Maggiore, dal fiume Po e dalla Dora Baltea. I ghiacciai e i nevai, cruciali per l’approvvigionamento idrico a valle, stanno subendo rapidi mutamenti. È fondamentale comprendere l’impatto attuale e futuro di tali cambiamenti sull’agricoltura. La siccità del 2022 ha evidenziato l’insostenibilità delle attuali tecniche di gestione, in particolare la semina in asciutta, e ha spinto verso la semina in acqua nei periodi di maggiore disponibilità idrica (aprile e maggio) per un utilizzo più efficace e sostenibile dell’acqua. Luca Mercalli è stato chiamato ad approfondire questi aspetti mentre i Consorzi Irrigui illustreranno le proprie strategie per il futuro».
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