LUNGHI LENTI

migliaia di ettari

Nulla di fatto per il risone nelle borse merci lombarde. L’ultima settima di mercato a Milano e Mortara consegna un listino invariato ma totalmente nominale nel capoluogo, sulla falsa riga di quanto accaduto in Piemonte (LEGGI), e la mancata emissione delle quotazioni in Lomellina.

TRASFERIMENTI A RILENTO, NON PER I RIBE

Le riserie acquistano poco in sala di contrattazione e ritirano quantità limitate di merce. Secondo l’ultima rilevazione di Ente Risi (VEDI), il quantitativo totale di risone trasferito nei sette giorni precedenti è stato pari a 21.537 tonnellate, ovvero l’1,47% della produzione totale stimata. Si tratta di un valore inferiore al ritmo di ritiro ottimale, necessario per garantire un collocamento agevole del raccolto. Tuttavia, un’analisi più approfondita dei trasferimenti settimanali evidenzia che questa lentezza negli approvvigionamenti non riguarda in modo uniforme tutti i comparti.

Ritiri lenti per lunghi B, varietà da interno, medi e tondi. Questo andamento giustifica, almeno in parte, la scarsa propensione all’acquisto da parte delle riserie in questi segmenti. Per i risi medi e da interno alla debolezza della domanda contribuisce anche l’abbondante offerta interna recente. Il risultato, per questi gruppi merceologici e per i lunghi B, sui quali incidono molto anche le importazioni (149.391 tonnellate nel mercato 2024/2025), è il persistere di un clima ribassista.

Per il gruppo Ribe, che comprende pressoché tutti i lunghi A da parboiled/export, l’andamento dei trasferimenti non è a rilento. In questo caso, infatti, è uscito dai magazzini dei risicoltori il 2,2% del risone raccolto in una settimana, un dato in linea con un ritmo ideale di smaltimento (pari al 2% settimanale per esaurire il prodotto in 50 settimane).

«35 €/Q SONO UNA VERGOGNA»

Per questi risi, dunque, lo smercio procede senza intoppi. La scelta delle riserie di non esporsi con acquisti significativi e di fare offerte al ribasso sembra configurarsi maggiormente come una strategia opportunistica, volta a trarre vantaggio dall’attuale abbondanza dell’offerta. Quest’ultima, com’è noto, è alimentata dalle necessità logistiche e di conservazione di molti risicoltori, che si trovano in gran parte a gestire risi classificati nel gruppo Ribe, come la varietà Diva, la più coltivata nella campagna 2024.

Così, con il passare delle sedute, cresce il numero di produttori costretti a cedere partite di Diva a prezzi compresi tra 35 e 37 €/q lordi, il massimo attualmente corrisposto dalle riserie. Un valore decisamente in perdita, ancor più dei 40 €/q lordi ottenibili con altri lunghi A del gruppo Ribe, che lascia l’amaro in bocca molti risicoltori. Tra questi, Laura Burocco ha voluto condividere il suo punto di vista ai nostri microfoni.

La risicoltrice vercellese dichiara: «Vendere Diva a 40 €/q lordi, come accaduto per buona parte del mercato, è già una vendita in perdita per la maggioranza delle aziende. Ritengo che i prezzi attuali siano una vergogna. Personalmente, a 40 €/q lordi riuscirei a coprire i costi di gestione solo raggiungendo una produzione di almeno 42 quintali per giornata (equivalenti a 110 q/ha, n.d.r.), un risultato irrealistico per tutti gli areali risicoli, anche con varietà ad alta produttività come Diva. Trovo che questa situazione sia estremamente penalizzante per noi risicoltori e mi rammarica constatare l’assenza di un reale supporto da parte dei sindacati agricoli.»

PREZZI ALLO SCAMBIO INVARIATI RISPETTO AD INIZIO SETTIMANA

Tornando agli altri comparti, il clima di domanda debole continua a riflettersi meno sui risi tondi. Per Selenio, Centauro, CL 18 e Araldo le riserie non faticano a corrispondere le quotazioni massime ufficiali e in alcuni rari casi si espongono anche alla ricerca di merce. Per Omega il riferimento allo scambio resta 55 €/q lordi, come avvenuto nelle ultime sedute. Nulla di nuovo neanche per i lunghi B, per i quali il prezzo attuale secondo gli operatori è 52 €/q lordi.

Per i lunghi A da interno ed il medio Sunrose pare essere molto complesso trovare un compratore ma non sembra ci siano novità riguardo alle cifre circolate nelle compravendite: 37-40 €/q lordi per Sunrose, 60 €/q lordi per gruppo Baldo, 70 €/q lordi per gruppo Arborio, che trascina allo stesso prezzo il gruppo Roma, e 80 €/q lordi per i Similari di Carnaroli. S. Andrea-Gloria, Carnaroli Classico e Vialone Nano e similari hanno ormai disponibilità vendibili ridotte. Autore: Ezio Bosso

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