Abbiamo parlato ieri della fortunata via d’uscita che Giove Pluvio ha offerto ai risicoltori lombardi e novaresi serviti dal consorzio Est Sesia. Vediamo ora quale sia il bilancio nella zona di Vercelli, Biella e Alessandria
Cesare Rocca ex tecnico Ente Risi e ora tecnico del CAP Nord Ovest ci parla della situazione dei territori.
ALTA BARAGGIA
« Per quanto riguarda l’acqua di irrigazione i problemi principali si sono verificati nell’ alta Baraggia dove, se non ci sono precipitazioni regolari, si va subito in carenza. Tuttavia anche in quella zona le piogge hanno risolto». Da anni si discute sulla necessità di costruire una diga di accumulo dell’acqua proveniente dalla Val Sesia ma, per ora, i risicoltori si devono accontentare di trattenere le proprie riserve idriche all’interno delle risaie stesse.
VERCELLI
«Per quanto riguarda la zona di Vercelli non si sono verificate mancanze per tutta la stagione, al punto che è stato possibile soddisfare anche le richieste delle centrali idroelettriche», prosegue Rocca.
Qualche problema si è verificato a causa delle acque, in certi periodi, molto fredde provenienti dalle montagne. La mancanza delle “caldane” (strutture tipiche della zona di Vercelli che servivano a trattenere le acque di irrigazione prima di irrigare i campi) si è fatta sentire e alcune coltivazioni presentano zone con riso in forte ritardo vegetativo proprio a causa dell’apporto di acqua “fredda”. Quelle che, in gergo, si indicano come “imboccature”.
CASALE MONFERRATO
«Anche nella zona di Casale Monferrato il canale Lanza ha potuto rifornirsi dal fiume Po per tutta l’estate soddisfacendo, anche se con qualche difficoltà, le richieste degli agricoltori», continua Rocca. Si tratta tuttavia di una zona irrigua di estensione relativamente contenuta.
Nella zona del Vercelli, quindi, sembrerebbe che la disponibilità di acqua di irrigazione abbia consentito il regolare sviluppo del riso, migliorando la resistenza alle malattie dello stesso. La diffusione delle malattie fungine sembra, al momento, ridotta.
ARALDO PRECOCISSIMO
Alla data odierna molte coltivazioni sono in fase di maturazione e ci si attende l’inizio della raccolta in anticipo rispetto allo scorso anno. «La varietà ARALDO si è dimostrata molto precoce e alcuni campi potranno essere trebbiati addirittura nella prossima settimana», afferma Cerare Rocca. In generale sembrerebbe che il caldo delle scorse settimane, da un lato ha aumentato i problemi di irrigazione, dall’altro ha consentito una rapida maturazione del riso consentendo l’inizio di raccolta forse già nel mese di agosto.
Dopo alcuni anni dove le semine erano state ritardate a causa delle piogge e di conseguenza anche la raccolta non aveva avuto inizio prima della metà di settembre, si dovrebbe tornare ad una raccolta come avveniva qualche anno or sono.
RACCOLTO AL SICURO?
Rimane tuttavia facilmente prevedibile che, ad eccezione di alcuni casi particolari, il grosso del riso non arriverà sul mercato che dopo la metà di settembre. Tuttavia il freddo di questi giorni potrebbe aumentare l’aborto fiorale causato dalle basse temperature incidendo sulla produzione delle coltivazioni “in ritardo” e quindi è presto per avventurarsi in previsioni. Ancora molte cose possono andare storte prima di immettere il nuovo raccolto sul mercato. Autore: Franco Sciorati


