I SEMENTIERI ANALIZZANO LE SEMINE

Nel periodo in cui, per tradizione, inizia la fioritura del riso (per convenzione si considera la festa dei santi Anna e Gioacchino, il 26 di luglio) l’Ente nazionale Risi ha reso note le prime stime sulle superfici coltivate in Italia nel 2025 (leggi i dati).
Facciamone una sommaria analisi, chiamando a commentare questi dati i sementieri che hanno voluto rispondere alle nostre domande. Per prima cosa bisogna ricordare che le indicazioni sono raccolte dall’Ente sulla base delle denunce presentate dai risicoltori che, spesso, non sono proprio solerti nel rispondere. Infatti, nonostante la scadenza sia il 20 di luglio, i dati forniti si riferiscono al 78% della superficie coltivata e quindi mancano all’appello i dati riferiti a circa 50.000 ettari.
Per compensare la mancanza di questi dati si considera come se i 50.000 ettari fossero coltivati in modo uguale allo scorso anno ma questa, evidentemente, è solo una ipotesi. Pertanto i dati finali saranno sicuramente diversi da quelli forniti ad oggi, sia pure non di molto. (Avviso)

DATI SIMILI AL SONDAGGIO

Dai numeri si evince che, ancora una volta, il sondaggio semine dell’Ente pubblicato nel febbraio 2025 è molto simile ai dati proposti, con variazioni negli investimenti minimi, probabilmente dovute ai ripensamenti dell’ultimo minuto, come avevamo segnalato. A fronte di una previsione di 233.000 ettari si indica una superficie seminata di circa 235.000 e anche all’interno dei singoli gruppi varietali le previsioni erano coerenti. Questa sembrerebbe un’indicazione che le richieste di alcune ditte di prenotare le sementi con largo anticipo rispetto alla normale epoca di semina e la necessità di impiegare sementi certificate, stanno limitando la facoltà dei risicoltori di “cambiare idea” all’ultimo minuto.

ANCORA TANTA TECNOLOGIA

Analizzando più dettagliatamente le varietà e confrontandoci con alcuni costitutori ci appare evidente che, anche quest’anno, le varietà con “tecnologia” la fanno da padroni. Vedremo se ci saranno variazioni per il prossimo anno, quando la vendita di sementi dotate di resistenza ad uno specifico erbicida sarà liberalizzata.
Lo stesso genetista ha fatto notare che, nonostante l’aumento di superficie coltivata per le varietà “da mercato interno” (Arborio e Carnaroli), la coltivazione non sembra esagerata e quindi è possibile che questo segmento del mercato non registri un eccessivo quantitativo di vendite all’inizio della prossima campagna. Per quanto riguarda i risi a granello tondo, invece, si evidenzia un aumento degli investimenti per le varietà più richieste come il selenio (questo sembrerebbe una cosa positiva) e un calo dei tondi generici.
Per quanto riguarda il gruppo Baldo (senza entrare in discussione tra le diverse varietà, il nostro intervistato considera il gruppo nella sua interezza cioè Baldo+Roma) dopo due annate di una sostanziale carenza di prodotto che ha spinto in alto i prezzi, si assiste ad un forte aumento degli investimenti (+10.000 ha circa). Questo potrebbe costituire un problema nel collocamento.

IL GIUDIZIO DI SIS

Max Carbonera, responsabile riso di S.I.S. sementi ritiene che «l’aumento di superficie del gruppo dei risi “da mercato interno” potrebbe portare ad una riduzione dei prezzi, tuttavia la superficie investita non sembra esagerata». Anche per lui l’aumento della superficie nel gruppo Baldo-Roma è molto alto e la disponibilità di prodotto potrebbe avere influenza sul collocamento delle nuove varietà. Un caso particolare è il Vialone Nano. Questa è la prima campagna di coltivazione con una significativa presenza di varietà “similari” in particolare il Paganini, che rappresenta circa il 25% della superficie. «Vedremo se questa variazione porterà qualche influenza sulle vendite di riso lavorato», conclude Carbonera.

SEMENTIERI: IL COMMENTO DI BERTONE

Anche Andrea Saviolo, agricoltore e collaboratore di Bertone Sementi afferma: «Per quanto di mia conoscenza i dati di Ente Risi sono coerenti con le vendite di semente certificata».
«Ci sono preoccupazioni per l’aumento delle varietà con granello destinato al “mercato interno” tradizionalmente più sensibili alle malattie fungine che, quest’anno, sembra diffondersi particolarmente», continua Saviolo. Per quanto riguarda il gruppo dei risi a granello tondo anche lui vede una netta prevalenza dei tondi a granello cristallino, rispetto a quelli generici e questo potrebbe avere una certa influenza sulla produzione finale. «Oltre ad una minore superficie coltivata, sono in coltivazione varietà con minor capacità produttiva rispetto allo scorso anno, vedremo l’influenza che questo potrà avere sul raccolto» afferma Saviolo.

SEMENTIERI: IL PARERE DI BILONI

Massimo Biloni di IRES srl sementi commenta così i dati: «Il gruppo dei risi da parboiled, nonostante il calo di superficie investita, potrebbe essere influenzato dalle scorte invendute dello scorso anno che andranno ad incrementare la disponibilità sul mercato». Bisogna comunque considerare che lo scorso anno il gruppo aveva subito un forte aumento di investimento ed ora ritorna sui livelli soliti, commenta. «Invece per quanto riguarda i risi a granello tondo sono ottimista, il mercato del riso “da Sushi” è solido e richiede quantitativi in crescita», continua Biloni. Il responsabile di IRES è anche ottimista per le sue varietà IMI (cioè resistenti all’erbicida specifico) il Fiero tipo Ribe e il Felice che, pur ricadendo nel gruppo Baldo- Roma che aumenta fortemente di superficie, ha caratteristiche agronomiche e di granello che lo rendono molto richiesto dai risicoltori.

LA DICHIARAZIONE DI MARGARA

 
Da ultimo Margara Mario, responsabile commerciale Al.mo Sementi afferma:« I risi con granello da “mercato interno” sono aumentati molto di superficie sulla spinta dei buoni prezzi di mercato raggiunti nella scorsa stagione. Vedremo se questo avrà influenza sul mercato». «Per quanto riguarda la mia ditta abbiamo due nuove varietà il Chirone, con granello tipo Selenio e il Sibilla, con granello tipo Carnaroli di cui siamo molto soddisfatti e che sembrano incontrare le preferenze del mercato», conclude Margara.

INCOGNITA LUNGHI B

Non sono possibili commenti sui risi con granello “lunghi B” in quanto la superficie coltivata in Italia ha poca influenza sul mercato che dipende in gran parte dalle importazioni. Tuttavia le proposte di contratto per i ritiri “a raccolto” avanzate da alcune riserie inducono un cauto ottimismo. In conclusione la pubblicazione dei dati di Ente Risi consente una prima valutazione sul prossimo raccolto, ma ancora molte sono le incognite sullo stesso. Per esempio esiste una correlazione evidente tra la temperatura media del mese di fioritura e la produzione.

Le temperature registrate in questo periodo non sembrano particolarmente rassicuranti, il 24 di luglio la temperatura minima a Mortara è stata di 12 C°. Inoltre, come tutti gli anni, l’incognita malattie fungine è ancora tutta da verificare. Pertanto, come diceva Giovanni Trapattoni il famoso allenatore di calcio: «mai dire gatto se non è ancora nel sacco» e molte sono ancora le incognite che potrebbero influenzare la produzione e, di conseguenza, la sua collocazione sul mercato. Autore: Franco Sciorati

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