La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi due commi della legge della Regione Piemonte n. 9 del 2025 che consentivano una deroga alla norma nazionale sul deflusso ecologico, sperimentando diverse percentuali di prelievo. Una norma invocata dal mondo agricolo e concepita dall’assessore all’ambiente della regione, Matteo Marnati. Il ricorso è stato avanzato dal Ministero dell’ambiente.
LA DECISIONE DELLA CONSULTA
Ecco cosa ha deciso la Consulta: «La prima disposizione censurata, rubricata «Applicazione del deflusso ecologico», stabilisce che «[n]ei corsi d’acqua a carattere torrentizio, canali o porzioni di essi non classificati come fiumi dalla Regione e nei corsi d’acqua classificati come fiumi o tratti di essi caratterizzati da ricorrenti deficit idrici stagionali, tenuto conto della regimazione non costante del flusso delle acque, il deflusso ecologico è calcolato in modo dinamico in base alla portata presente nella sezione di derivazione e non può essere eccedente il 30 per cento della portata effettiva medesima».
Ad avviso del ricorrente, la disposizione impugnata consentirebbe di aumentare i prelievi sul singolo corso d’acqua e sarebbe pertanto lesiva della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (…). La stessa disposizione si porrebbe in contrasto, altresì, con l’art. 117, primo comma, Cost., in relazione al principio di non deterioramento dei corsi d’acqua, di cui all’art. 4 della direttiva 2000/60/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque». È dichiarato illegittimo anche l’art. 50 che prevede una nuova perimetrazione di due aree protette regionali e quindi «comporterebbe la riduzione della tutela del paesaggio e la violazione del principio di co-pianificazione paesaggistica». Scarica la sentenza della corte costituzionale sulla legge piemontese sul deflusso ecologico.
POSSIBILE MODIFICA DA PARTE DELLA REGIONE
Come abbiamo preannunciato, però, la Regione sta lavorando per modificare quegli articoli sulla base di un emendamento scritto a quattro mani con l’Anbi (leggi). Interpellato oggi da Risoitaliano.eu, l’assessore Marnati assicura che non ci si fermerà qui, a maggior ragione in vista di una stagione irrigua complessa: «Sapevamo che non era competenza esclusiva della Regione ma come dichiarai all’epoca volevamo e vogliamo portare l’attenzione su un problema che rischia di minare la produzione agricola d’eccellenza piemontese, in particolare quella di riso. Continueremo a lavorare per tutela il sistema irriguo e presenteremo l’emendamento che ci ha proposto Anbi e che si basa sulle specificità del territorio per fare sperimentazioni ad hoc».
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