Ne abbiamo parlato in passato. La Regione Piemonte vuole controllare i consorzi irrigui: l’acqua è sempre più preziosa e da una bocchetta può dipendere la sopravvivenza di un’azienda. Cosi, invece di realizzare nuovi invasi e ad una politica che incentivi pratiche salva-falda, Torino rimette in pista il suo progetto di riforma degli enti consortili e Confagricoltura si schiera con l’assessore Bongiovanni.
Presto avverrà infatti la presentazione al Consiglio regionale del Disegno di legge n. 161, che interviene sulla riorganizzazione del sistema irriguo piemontese. Il provvedimento sarà esaminato il prossimo 2 settembre dai dirigenti di Confagricoltura Piemonte, che ne valuteranno gli effetti sull’organizzazione e sulla gestione dell’irrigazione regionale.
IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ALLASIA
«Una riforma del sistema irriguo – dice il Presidente regionale di Confagricoltura Allasia – rappresenta un’esigenza non più rimandabile. In questo processo, i Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario costituiscono un presidio storico del territorio, costruito nel tempo dagli agricoltori, che deve essere in qualche modo preservato. Infatti, la conoscenza delle reti, delle derivazioni e delle esigenze delle aziende da parte dei Consorzi è un patrimonio che qualsiasi riforma deve tutelare».
L’organizzazione afferma che nell’affrontare gli aspetti amministrativi e burocratici della riorganizzazione, i criteri con cui valutare le azioni di riordino dovranno sempre essere orientati verso la qualità e l’efficienza del servizio reso all’agricoltura, con l’obiettivo di assicurare l’acqua a tutte imprese potenziando l’attività regolatoria, migliorare e manutenere le reti, ridurre le perdite e aumentare la capacità di accumulo.
SI ALL’ACCORPAMENTO DEI PICCOLI CONSORZI
A quanto si sa, l’organizzazione è favorevole a accorpare i piccoli consorzi ma non a trasformare i grandi – oggi in forma associativa, con una governance agricola e una rete di canali di proprietà delle aziende agricole – in consorzi di bonifica. Vedremo cosa uscirà dal cilindro di Bongioanni.




