Ricaricare le falde acquifere utilizzando, nei periodi di minore fabbisogno irriguo, terreni agricoli collegati alla rete irrigua. È la proposta delle Aree Forestali di Infiltrazione (AFI). Confagricoltura Piemonte la rilancia alla Regione come possibile strumento per affrontare in modo strutturale il problema della sicurezza idrica.
CANALETTE DISPERDENTI E FILARI ALBERATI
Il sistema prevede, su terreni agricoli, canalette disperdenti e filari di alberi e arbusti attraverso i quali l’acqua viene distribuita e lasciata infiltrare nel terreno, contribuendo alla ricarica della falda. Le aree verrebbero utilizzate soprattutto da ottobre a giugno, quando la risorsa non viene normalmente impiegata per l’irrigazione.
PROGETTI PILOTA PER LA RISAIA
Le AFI potrebbero essere avviate attraverso progetti pilota, coinvolgendo i consorzi irrigui, prevedendo incentivi agli agricoltori per le superfici destinate all’infiltrazione e inserendo questo strumento nella pianificazione idrica regionale.
La proposta si inserisce in un quadro più ampio che, secondo Confagricoltura Piemonte, deve prevedere un vero piano strutturale per l’acqua. Per l’organizzazione agricola servono nuovi grandi invasi e una rete diffusa di bacini di accumulo e laghetti a uso plurimo, compresi quelli realizzabili a scala aziendale dove le condizioni tecniche e ambientali lo consentano. La necessità di intervenire è resa ancora più evidente dall’alternanza sempre più frequente tra precipitazioni intense e periodi di scarsità idrica.
ANCHE PER ALTRE COLTURE?
La soluzione è suggestiva e probabilmente interessante in altre colture, ma poco realistica per la risaia, sia perché i filari di alberi sono spariti anche per ottimizzare la produzione, evitando l’ombreggiamento, sia perché con la sommersione invernale e con quella delle semine si ottengono risultati di infiltrazione molto superiori.
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