CONSUMO DI SUOLO, ADDIO A 8000 ETTARI?

Agrivoltaico

Dopo che il Consiglio Regionale della Lombardia a-ha votato il Progetto di Legge n. 175 sulle “Aree Idonee” per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, Cia Centro Lombardia rende publica forte cautela e criticità, ribadendo l’esigenza di proteggere l’agricoltura delle province di Milano e Lodi. Come è possibile mantenere le produzioni agroalimentari quando il terreno è destinato ad altro?

TRANSIZIONE ENERGETICA NECESSARIA MA…

Sebbene si condividano gli obiettivi della transizione energetica e della decarbonizzazione al 2030, l’attuale natura del Progetto di Legge pone gravi preoccupazioni per il tessuto rurale. Infatti, la normativa fissa un limite massimo dello 0,8% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) regionale destinabile agli impianti. Un limite massimo che corrisponde alla perdita di ben 7.750-8.000 ettari. (Hai preso le tue contromisure?)

IL COMMENTO DI AMEDEO CATTANEO

Il Presidente di Cia Centro Lombardia, Amedeo Cattaneo, interviene nel merito della delibera sottolineando il rischio di un conflitto tra produzione energetica e sovranità alimentare: «La transizione energetica è un obiettivo che condividiamo, ma non può avvenire a scapito della nostra capacità produttiva. Destinare quasi 8.000 ettari di suolo agricolo agli impianti a terra rappresenta una sottrazione significativa di terreno in un territorio, come il nostro, già pesantemente soffocato dalla pressione urbanistica e infrastrutturale. Il suolo agricolo deve restare prioritario: non possiamo permettere che logiche speculative alterino il mercato agricolo locale».

Cattaneo solleva inoltre dubbi sulla reale compatibilità del cosiddetto “agrivoltaico” con le pratiche agricole tradizionali. «Siamo scettici sull’assunto che questi impianti garantiscano la continuità dell’attività agricola. Le attuali configurazioni tecnologiche, con altezze medie spesso limitate a 1,5 metri, impediscono l’uso ordinario dei macchinari e compromettono la gestione agronomica delle aziende. Di fatto, si tratta di una sottrazione di superficie che indebolisce le nostre filiere di qualità».

ALLARME SPECULAZIONI

Il Presidente di Cia Centro Lombardia lancia poi un monito contro il fenomeno delle speculazioni: «Chiediamo controlli rigorosi e garanzie reali, non possiamo tollerare che nascano, come purtroppo già accaduto, ‘aziende agricole di facciata’ che non hanno alcun interesse per la terra e intendono solo speculare sull’installazione di impianti energetici»

«È indispensabile un confronto costante con le organizzazioni agricole per evitare che la transizione energetica si trasformi in un fattore di indebolimento per chi, ogni giorno, lavora per garantire cibo e tutela del territorio», conclude Amedeo Cattaneo. Autore: Cia

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