“Forsa Piemunt-Date n’andi”: l’agricoltura piemontese non può più aspettare per questo gli imprenditori agricoli piemontesi scendono in piazza a Torino, con un grande corteo e con i loro trattori per denunciare una condizione di immobilismo che perdura da troppo tempo.
APPUNTAMENTO IL 15 DICEMBRE
L’appuntamento è per lunedì 15 dicembre 2025 con ritrovo alle 9:30 al parcheggio del Palavela, in via Ventimiglia, per arrivare, poi, sotto il grattacielo della Regione, in piazza Piemonte.
Con il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella, Roberto Guerrini, il Direttore Luciano Salvadori e centinaia di agricoltori da entrambe le province, sarà presente l’intera giunta regionale del sindacato.
MANCA INDIRIZZO POLITICO
Il settore agricolo – afferma una nota – ha bisogno di risposte concrete che non sono più rimandabili: servono maggior attenzione e nuove risorse per sostenere l’agricoltura piemontese. Anche per effetto dei cambiamenti climatici, l’agricoltura sta affrontando una delicata fase di cambiamento che va accompagnata da un indirizzo politico e programmatico adeguato. «Motivo per cui la Regione deve necessariamente aprire gli occhi» dice Coldiretti che divulgherá il manifesto con le richieste puntuali alla Regione che spaziano tra i diversi comparti ed inglobano le varie attuali problematiche.
LE RICHIESTE DI COLDIRETTI
Ma quali sono i fronti aperti? Tanti. Abbiamo intervistato diversi esponenti della confederazione ed ecco l’elenco di ciò che non va. Il sindacato chiede innanzi tutto lo sviluppo rurale e alcune misure in particolare; si chiede di mettere nuove risorse su SRA ACA04, ACA 08, ACA 13, ACA 14 e ACA 22. Inoltre la normativa relativa alla Qualità dell’aria è applicata in modo iniquo: «Quotiamo il 6% delle PM 10. Siamo trattati come le acciaierie…» ci dicono gli agricoltori Coldiretti. Ma non è tutto.
Si richiede una reale ottimizzazione della gestione della risorsa irrigua, così come interventi funzionali per la Riduzione perdite e accumuli in quanto verrebbe trattenuto solo 11% dell’acqua piovana e il 30% degli invasi risultano occupati da sedimenti. Altre richieste sono l’eradicazione di alcune specie di fauna selvatica. Coldiretti insiste poi per una revisione delle norme sul lavoro stagionale , sulla semplificazione normativa, sugli incentivi alle filiere, sul governo del suolo e sul contrasto alle fitopatie.
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