Il mercato del riso entra, forse precocemente, in clima prefestivo. In sala di contrattazione martedì mattina a Vercelli, dopo la chiusura di lunedì a Novara per la festa dell’Immacolata, listino invariato e pochissimi scambi conclusi a detta degli operatori. La motivazione pare essere la mancanza di interesse all’acquisto da parte dell’industria. Per alcuni comparti, come il gruppo Roma ancora nominale a listino, risulta quasi impossibile trovare compratori. Per altri, in particolare tondi, lunghi A da parboiled e lunghi B, si registra disponibilità d’acquisto ai prezzi attuali ma senza richiesta di merce dalle riserie.
QUOTAZIONI IN LINEA CON I VALORI ALLO SCAMBIO
Il documento emesso da Piazza Zumaglini sembra descrivere in modo fedele l’attuale contesto di mercato. Tre voci nominali: il gruppo Roma a 45 €/q lordi, come detto a causa dell’assenza di compratori disponibili, il gruppo S. Andrea e la varietà Gloria a 60 €/q lordi, in relazione alla quasi totale assenza di merce vendibile essendo quasi tutta legata a contratti di coltivazione.
Le altre quotazioni sono quasi perfettamente aderenti ai valori ottenibili allo scambio, invariati rispetto allo scorso fine settimana (LEGGI). 65 €/q lordi per Selenio e 55 €/q lordi per gli altri tondi, ottenibili alla vendita con qualche difficoltà solo per Araldo, maggiormente scambiato a 52-53 €/q lordi. Resta tra i 50 ed i 55 €/q lordi il gruppo Baldo in base alla varietà. Stabili alla quotazione ufficiale Carnaroli Classico, 75 €/q lordi, ed i similari, 65 €/q lordi, con qualche vacillamento per Leonidas, più vicino a 60. Per il gruppo Arborio difficoltà a trovare acquirenti ai 65 €/q lordi a listino, con offerte massime a 60.
Il medio Sunrose, quotato 40 €/q lordi, nella seduta in analisi ha visto un unico acquirente a 37. Prezzo analogo, con picchi di 38 €/q lordi come da quotazione ufficiale, per i lunghi A da parboiled Ely e Kinder. Gli altri tipo Ribe “meno pregiati”, raggruppati nella voce “Ronaldo e similari”, si scambiano tra i 40 €/q lordi ufficiali ed i 42, possibilità di remunerazione lievemente maggiore che testimonia un buon momento di mercato a queste quotazioni per questo segmento merceologico. Confermati i 45 €/q lordi per i Ribe “più pregiati”, definiti dalla voce CL 007.
CRESCONO LE ESPORTAZIONI
L’attuale lieve ripresa nel mercato dei risi Ribe potrebbe essere figlia del buon andamento nelle esportazioni che sta avendo il riso europeo nell’ultimo periodo. Nel corso dell’ultimo incontro europeo dedicato al riso, svoltosi a Bruxelles, è emerso che le esportazioni europee stanno vivendo un incremento del 31% rispetto allo scorso anno commerciale a peri periodo, segnando un valore record negli ultimi 5 anni.

All’interno di questo quadro, sicuramente importante è stato il ruolo del riso italiano, vista la crescita simile del nostro export (+28% rispetto alla scorsa campagna nei più recenti dati ENR). Il nostro Paese, inoltre, resta quello con maggior superficie a riso in Ue, dove la risicoltura è cresciuta complessivamente nell’ultimo anno.

Il miglioramento nelle esportazioni conferma come il riso dell’Unione, soprattutto lo japonica, stia recuperando posizioni sui mercati esteri, grazie sia ad un raccolto positivo sia ad una rinnovata competitività del prodotto europeo in alcuni mercati mediterranei ed extra-UE. Competitività, purtroppo per gli agricoltori, scaturita soprattutto dal calo nei prezzi, come dimostrano i dati seguenti, che chiariscono anche come i 40 €/q lordi attuali del nostro japonica (non rilevati da inizio anno forse a causa dei cambiamenti nella definizione delle quotazioni) siano inferiori ai 45 di quello spagnolo, lasciando speranza di passi avanti nel prossimo futuro.

SETTEMBRE 2025 RECORD DI IMPORTAZIONI RISPETTO AI 5 ANNI PRECEDENTI NELLO STESSO MESE
Per gli “indica”, nonostante i prezzi siano ancor più bassi, si fatica ancora ad essere competitivi. Ciò in quanto la crescita nella produttività ed il calo nei prezzi, descritto per l’Europa, si sta verificando anche a livello globale. In molti Paesi, anche tra quelli già rilevati in termini di produzioni ed export, gli ultimi raccolti sono stati record, portando i prezzi a diminuire a livello mondiale su moltissime piazze.

Nonostante i prezzi inferiori, i dati forniti dalla Commissione Europea affermano che le importazioni in Ue sono diminuite in tutte le loro forme in questi primi mesi di mercato rispetto allo scorso anno a pari periodo. Tuttavia, va ricordato che i dati della passata annata sono tra i più elevati nei primi mesi di campagna. Inoltre, settembre 2025 è stato il settembre con più importazioni in Ue tra gli ultimi 5.

Approfondiremo meglio l’andamento del commercio globale, proponendovi anche dati interessanti riguardo ad importanti paesi produttori ed esportatori a livello globale da qui a Natale, così da arrivare alla partenza del nuovo anno con maggior consapevolezza riguardo a quello che potrà accadere. Autore: Ezio Bosso



