L’Ente Risi comunica che il 27 giugno si è tenuto a Bruxelles il “sector meeting” del riso, finora tenuto segreto, a differenza degli eventi di promozione e degustazione che caratterizzano questa fase di governo dell’Ente e che si inseriscono spesso in iniziative del ministro Lollobrigida. Ma soffermiamoci sulla riunione in questione.
DISTANZE SIDERALI, FILIERA VUOLE MODIFICA DAZI
Una volta si chiamava forum, e questa è la sorpresa minore. Ciò che sorprende molto è la distanza siderale tra ciò che l’Ente comunica e ciò di cui si parla nelle segrete stanze. Leggiamo il comunicato stampa apparso sul sito dell’Ente Risi: «Con la riunione tenutasi a Bruxelles il 27 giugno 2025 con le rappresentanze agricole ed industriali degli 8 Paesi produttori dell’Unione europea, è iniziato un percorso per dare un futuro al riso comunitario che da anni si confronta con tematiche che mettono in difficoltà il comparto. Il settore, non in un’ottica protezionistica, vuole adeguamenti normativi da attuare con una visione di efficienza del comparto, per confrontarsi con un mercato caratterizzato da regole che garantiscano la reciprocità dal punto di vista economico, sociale ed ambientale ed una concorrenza leale».
«I volumi di importazione, registrati negli ultimi anni, sia di prodotto sfuso che di prodotto confezionato, mettono in evidenza che i dazi fissati nel 2004 oggi non sono più in grado di assicurare uno sviluppo del settore che sta cercando di recuperare l’intero potenziale produttivo. In questo contesto non si può non rimarcare che due terzi dell’import non ha pagato il dazio e circa 500.000 tonnellate provengono dai PMA a seguito di agevolazioni concesse unilateralmente dall’Unione europea».
«Alla luce di ciò la filiera del riso dell’UE ha concordato che è prioritario che, oltre alla clausola di salvaguardia automatica, al rispetto del principio di reciprocità e alla attenta revisione dell’uso dei principi attivi nell’UE, siano modificati i dazi della tariffa doganale comune fissati nel 2004 e sia istituito un dazio specifico per il riso lavorato già confezionato che al momento sta creando danni all’industria comunitaria ma che presto avrà ricadute sul settore produttivo. La Presidente dell’Ente dichiara: “sono estremamente soddisfatta dell’unità riscontrata nella riunione odierna dove tutte le parti hanno dimostrato la grande voglia di dare un futuro al settore risicolo europeo, che da troppi anni subisce una concorrenza da Paesi che non rispettano gli stessi standard ambientali, sociali ed economici che l’Unione europea richiede alle proprie filiere”».
LA TRADUZIONE DEL DOCUMENTO PREPARATORIO
Adesso invece vi proponiamo la traduzione del documento preparatorio circolato tra gli invitati, dal quale si evince che il forum della risicoltura è diventato il “Meeting dell’industria risiera” e che le decisioni sostenute dall’Ente Risi nel promuovere l’evento sono quelle che stanno a cuore ad Airi e Ferm, il che è assolutamente legittimo dal loro punto di vista ma dimostra la debolezza della parte sindacale agricola. Naturalmente, il documento sottoscritto dalle delegazioni non è stato diffuso: sarà il piatto forte di “Risò” la fiera vercellese del riso in programma per l’autunno e della quale, analogamente, non si sa nulla.
Il testo che vi proponiamo è lo stesso di quello inglese allegato qui: 2025 COPA – Meeting of the EU rice industry 27 june
«Gli eventi degli ultimi cinque anni hanno fortemente influenzato il mercato del riso nell’Unione Europea. Le misure di emergenza adottate a livello mondiale nel 2020 per contrastare la diffusione del Covid-19 e lo scoppio del conflitto in Ucraina alla fine del febbraio 2022 hanno determinato un aumento del consumo di riso nell’Unione Europea, che tuttavia non si è consolidato negli anni successivi. Al contrario, la spinta inflazionistica post-Covid, esacerbata dalla crisi energetica innescata dal conflitto in Ucraina, ha scoraggiato il consumo di riso in Europa, riportandolo ai livelli del 2019. A partire dal 2024, l’inflazione nell’UE è diminuita drasticamente, tornando al livello pre-Covida, ma i consumi non aumentano perché gli aumenti salariali dal 2022 al 2024 sono stati inferiori all’aumento del costo della vita. Dal punto di vista della produzione, invece, la filiera del riso dell’UE ha dovuto far fronte all’aumento dei costi di produzione e a condizioni climatiche avverse (siccità o precipitazioni eccessive) che hanno ridotto la produzione europea di riso dal 2020 al 2023.
La minore produzione dell’UE è stata compensata dall’aumento delle importazioni, che non sono state scoraggiate nemmeno dal quadruplicamento dei noli marittimi per la campagna 2023/2024 in media.
Attualmente, la produzione di riso dell’UE si attesta all’80% del suo potenziale e continua a soffrire della competitività del prodotto importato, in particolare nell’attuale campagna di commercializzazione, a causa delle misure protezionistiche adottate da Trump che hanno fatto crollare i noli marittimi e rafforzato l’euro nei confronti del dollaro USA. Gli eventi degli ultimi anni e l’aumento delle notifiche di allerta sul portale RASFF hanno dimostrato quanto sia importante aumentare la produzione di riso dell’UE, riducendo al contempo la dipendenza dell’UE dal prodotto importato, al fine di garantire la sicurezza alimentare dei cittadini europei, sia in termini di disponibilità che di salubrità del prodotto.
Per affrontare insieme le sfide attuali, riteniamo che la filiera del riso dell’UE debba elaborare un documento tecnico da presentare alle istituzioni degli 8 Paesi produttori, affinché acquisisca valore politico e diventi una linea di difesa da perseguire nelle politiche comunitarie. Il documento finale sarà poi reso pubblico in un incontro politico di alto livello che si terrà durante la prima fiera internazionale del riso (“Risò” a Vercelli dal 12 al 14 settembre 2025).
I temi che proponiamo per la discussione sono i seguenti: 1) Necessità di inserire nel Regolamento (UE) n. 978/2012 sull’applicazione del Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG) un sistema di salvaguardia automatico, specifico per il riso importato dai Paesi meno sviluppati, al raggiungimento di una determinata soglia di importazione; 2) Richiesta del rispetto del principio di reciprocità ambientale e sociale negli accordi bilaterali e nelle concessioni unilaterali a Paesi terzi, nonché nelle importazioni generalizzate da Paesi extra-UE; 3) Richiesta di un dazio specifico per il riso lavorato confezionato importato e revisione dei dazi della Tariffa Doganale Comune stabiliti nel 2004 e ora non più in grado di tutelare la produzione dell’UE; 4)Richiesta urgente di attuazione dei principi enunciati nel documento del Commissario europeo Hansen “Una visione per l’agricoltura e l’alimentazione. Creare un settore agricolo e agroalimentare attraente per le generazioni future”, in particolare la parte relativa alla limitazione dello smaltimento dei principi attivi esistenti a disposizione del settore in assenza di nuove molecole.
Pertanto, organizziamo una riunione dell’industria risicola dell’UE – in presenza e con traduzione simultanea in inglese, francese, spagnolo, portoghese e italiano – il giorno: 27 giugno 2025 alle ore 10.30 (ora di Roma) nella Sala A della sede COPA-COGECA di Bruxelles – Rue de Trèves, 61 – con il seguente programma:
10.30 Saluti e inizio lavori
10.40 Relazione tecnica dell’Ente Nazionale Risi sulle problematiche del settore
11.30 Apertura del dibattito e considerazioni per la formulazione del documento tecnico di filiera
13.00-14.30 Buffet
14.30 Ripresa dei lavori e approvazione del documento tecnico di filiera
Ore 16.30 Conclusioni e fine lavori
Raccomandiamo la vostra importante presenza, avendo cura di comunicare a [email protected] la partecipazione con il numero dei partecipanti, limitato a un massimo di 4 persone per Paese produttore per esigenze di capienza della sala, entro e non oltre martedì 17 giugno 2025. I nominativi dei partecipanti dovranno essere comunicati entro e non oltre martedì 17 giugno 2025». Autore: Paolo Viana
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