«NON C’E’ SPAZIO PER LA CLAUSOLA»

DAGHETTA GIOVANNI

Non ci sono spazi di negoziato con la Commissione europea sulla clausola di salvaguardia: ce lo conferma il presidente del gruppo riso del Copa Cogeca Giovanni Daghetta in questa intervista.

Non è possibile smuovere Bruxelles su una clausola automatica che non ne vuol sapere di scattare?

Loro sostengono di aver inserito l’automatismo richiesto dai governi europei e di non poter andare oltre, cioè modificarlo in modo che “salvi” il riso prima che siano importate ingenti quantità di prodotto extracomunitario (leggie qui il risultato raggiunto sulla riforma della clausola di salvaguardia) per cui ci dobbiamo tenere quella che è, a tutti gli effetti, una scatola vuota. Non si riesce a smuovere la Commissione anche perché la questione è politica.

In altre parole, si dovrebbe smuovere il governo e il Parlamento europeo, è così?

E’ quanto consiglia la stessa Commissione.

Mentre entra riso straniero il nostro prodotto verrà raccolto al termine di una campagna che, per ragioni climatiche, potrebbe aver favorito l’accumulo dei metalli pesanti. Ci state pensando?

Ci stiamo pensando noi agricoltori, assumendo tutti gli accorgimenti del caso, ci sta pensando l’Ente Risi e ci sta pensando l’Airi che sta lavorando per sensibilizzare il governo su questo punto. Gli industriali sono molto preoccupati, come lo siamo noi. Tre anni fa, quando il problema esplose, non eravamo pronti, oggi non ci coglie certo alla sprovvista.

Ritiene che questo problema condizionerà il prezzo del risone?

Meno risone significa un prezzo tendenzialmente più alto, ma vedo l’industria molto coperta. Non vedo le condizioni per un rialzo, anche perché si è seminato tanto per l’interno e il tondo inizia a soffrire l’import da Egitto e Cina. 

Come valuta la gestione delle acque irrigue da parte dei consorzi?

Sono un lomellino e sono attento alla rete Est Sesia: devo dire che non siamo nel 22 perchè l’acqua è stata gestita meglio: all’inizio della stagione l’abbiamo utilizzata prima del solito anche a causa delle altissime temperature di fine maggio e così, a partire da metà luglio i torrenti interni (Agogna, Erbogna e Terdoppio) hanno cominciato a rilasciare acqua e questo, unito alla non chiusura del lago Maggiore, alla turnazione coordinata da Est Sesia ed allo scioglimento dei ghiacciai antichi, ci ha consentito di limitare i danni in zone circoscritte. Conosco meno bene la situazione della zona legata al Roggione di Sartirana che ha sofferto più del 22 a causa della siccità sul fiume Sesia e quella delle campagne servite dal Villoresi dove penso ci possano essere problemi piu seri perchè, dipendendo quasi esclusivamente dalle acque del lago Maggiore senza il contributo del Cavour, nella fase  di fioritura del riso ha avuto una stretta importante.

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