NATURA GIURIDICA DELLE ASSOCIAZIONI IRRIGUE
In queste settimane si fa un gran parlare del modificare la natura giuridica delle Associazioni Irrigue trasformandole in Consorzi di Bonifica: passare da una modalità privatistica (vigilata dal pubblico) ad un approccio totalmente pubblico. Purtroppo pubblico, soprattutto in Italia, significa spesso burocrazia, procedure operative poco snelle e, talvolta, intromissioni e perturbazioni dell’ordinario.Le Associazioni Irrigue dell’ambito risicolo hanno una loro storicità, una loro intrinseca capacità di far coabitare le esigenze delle imprese con le dinamiche delle istituzioni.
COMPLESSITA’ DEL SISTEMA IRRIGUO
La complessità del sistema irriguo risicolo, unico al mondo, è rappresentata, ad esempio, dalle portate irrigue distribuite nella Lomellina orientale per mezzo del Subdiramatore Mortara e del Subdiramatore Pavia: queste non arrivano da una singola fonte, ma sono la somma di una pluralità di derivazioni dal Po, dalla Dora Baltea, dal Sesia e dal Ticino a cui si aggiungono fontanili e risorgive. Questa complessità di fonti è un caso unico e necessità di un approccio operativo quanto mai snello e trasparente.
NEVE SEMPRE PIU’ SCARSA
Occorre rivedere le modalità di gestione dell’acqua e della rete irrigua per mitigare gli effetti della neve sempre più scarsa e dello scioglimento sempre più anticipato; occorre rinforzare le derivazioni fluviali per prepararle ad eventi alluvionali dalla magnitudo sempre più potente; occorre rivedere l’organizzazione operativa per migliorarne efficienza ed economicità, occorre preparare modelli predittivi e gestionali dalla potente automatizzazione.
FALDA FREATICA
La falda freatica, nella stazione di misura considerata, evidenzia l’andamento più basso degli ultimi cinque anni, più bassa anche del siccitoso 2022. Si riportano nel grafico 1 i dati rilevati a Sartirana Lomellina con riferimento al quinquennio 2021 – 2025 con un confronto al 19 novembre.
Appare evidente il costante calo del livello di falda con la sola eccezione del 2024 dovuta all’eccezionale piovosità dell’anno.Questa perdita di capacità di accumulo è in corso da almeno 30 anni e, se non si inverte la tendenza, si rischia di compromettere in primis la riattivazione di fontanili e colatura e, subito dopo, la restituzione di portate al sistema del Po con inevitabili impatti a livello di bacino idrografico.
LAGO MAGGIORE
Analizzando il Lago Maggiore si riscontra una situazione positiva ma tutto dipenderà dall’andamento della stagione invernale.
Si riporta, come grafico 3 l’elaborato disponibile sul sito laghi.net
L’accumulo nei bacini elvetici presenta un dato in media con un andamento in calo, come evidenziato nel grafico 4 acquisito dal sito dell’autorità elvetica per l’energia.
La piovosità dell’ultimo semestre, con confronto nel quadriennio 2022 – 25, grafico 5, risulta ridotta rispetto al 2023 e 2024 attestandosi su valori prossimi al pari periodo del 2022.
L’accumulo nevoso, al 20 novembre, non si è ancora strutturato.
A partire dalle prossime settimane, in base all’evolvere della situazione, si predisporrà il consueto indicatore sulle riserve idriche in ambito risicolo. Autore: Alberto Lasagna, Confagricoltura Pavia.
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