FALDA FREATICA, RECORD NEGATIVO

freddo
Il sistema irriguo risicolo tra Pavia, Novara e Vercelli, unico per complessità e interconnessione delle fonti, con l’asse di divisione costituito dal Sesia che separa areali simili ma diversi, affronta oggi sfide senza precedenti dovute ai cambiamenti climatici.
La proposta di trasformare le Associazioni Irrigue in Consorzi di Bonifica rischia di compromettere flessibilità e rapidità gestionale, elementi cruciali per affrontare siccità e eventi estremi. L’analisi delle riserve idriche al 21 novembre 2025 evidenzia un calo strutturale della falda freatica e una riduzione della capacità di accumulo, confermando la necessità di interventi urgenti per garantire stabilità irrigua e sostenibilità del comparto risicolo.

NATURA GIURIDICA DELLE ASSOCIAZIONI IRRIGUE

In queste settimane si fa un gran parlare del modificare la natura giuridica delle Associazioni Irrigue trasformandole in Consorzi di Bonifica: passare da una modalità privatistica (vigilata dal pubblico) ad un approccio totalmente pubblico. Purtroppo pubblico, soprattutto in Italia, significa spesso burocrazia, procedure operative poco snelle e, talvolta, intromissioni e perturbazioni dell’ordinario.Le Associazioni Irrigue dell’ambito risicolo hanno una loro storicità, una loro intrinseca capacità di far coabitare le esigenze delle imprese con le dinamiche delle istituzioni.

Tra Pavia, Novara e Vercelli si assiste ad una modalità irrigua totalmente diversa da tutte le altre esperienze nazionali: le fonti irrigue sono totalmente interconnesse, coabitano canali irrigui di proprietà demaniale con canali irrigui di proprietà consortile e reti irrigue private.

COMPLESSITA’ DEL SISTEMA IRRIGUO

La complessità del sistema irriguo risicolo, unico al mondo, è rappresentata, ad esempio, dalle portate irrigue distribuite nella Lomellina orientale per mezzo del Subdiramatore Mortara e del Subdiramatore Pavia: queste non arrivano da una singola fonte, ma sono la somma di una pluralità di derivazioni dal Po, dalla Dora Baltea, dal Sesia e dal Ticino a cui si aggiungono fontanili e risorgive. Questa complessità di fonti è un caso unico e necessità di un approccio operativo quanto mai snello e trasparente.

L’attuale scenario di cambiamento climatico ha stravolto la stabilità delle derivazioni e questo necessita di una profonda revisione delle modalità distributive, per altro avviata dal CDA di Est Sesia nel 2023.
L’accelerazione fuori controllo dei cambiamenti climatici impone revisioni organizzative e gestionali imponenti e, proprio in questo contesto, la scelta più errata che si può compiere è perturbare un equilibrio istituzionale che non è un esercizio di potere, ma è il risultato di un virtuoso secolare stratificarsi di competenze, progettualità ed esperienze.Difficilmente un consorzio di natura pubblica, inevitabilmente condizionato dalle dinamiche tipiche e ineludibili per un Ente Pubblico, potrà avere la flessibilità e la rapidità gestionale per gestire siccità, alluvioni, evoluzione delle tecniche e delle modalità irrigue che gli attuali scenari stanno imponendo.

NEVE SEMPRE PIU’ SCARSA

Occorre rivedere le modalità di gestione dell’acqua e della rete irrigua per mitigare gli effetti della neve sempre più scarsa e dello scioglimento sempre più anticipato; occorre rinforzare le derivazioni fluviali per prepararle ad eventi alluvionali dalla magnitudo sempre più potente; occorre rivedere l’organizzazione operativa per migliorarne efficienza ed economicità, occorre preparare modelli predittivi e gestionali dalla potente automatizzazione.

In tutto questo le Imprese Agricole devono essere le prime protagoniste così come lo sono state nell’epopea storica dell’irrigazione risicola, un’esperienza virtuosa che andrebbe raccontata e conosciuta maggiormente. Ciò che non occorre è trasformare le Associazioni Irrigue in Enti Pubblici.La storia italiana recente conforta questa perplessità.
Non mancano gli episodi europei virtuosi proprio nella galassia privatistica, su tutti il governo del Rodano (gestione fluviale, irrigua, ambientale, energetica e sedimenti) che nella Francia, nota per la centralità dello Stato, è affidata ad un soggetto giuridico di natura privata che svolge anche funzioni di interesse pubblico: la CNR, Compagnia Nazionale del Rodano. Il modello a cui tendere dovrebbe essere il Rodano e non alcune realtà perennemente commissariate.Con questo approfondimento si riprende l’analisi delle riserve idriche.

FALDA FREATICA

La falda freatica, nella stazione di misura considerata, evidenzia l’andamento più basso degli ultimi cinque anni, più bassa anche del siccitoso 2022. Si riportano nel grafico 1 i dati rilevati a Sartirana Lomellina con riferimento al quinquennio 2021 – 2025 con un confronto al 19 novembre.Appare evidente il costante calo del livello di falda con la sola eccezione del 2024 dovuta all’eccezionale piovosità dell’anno.Questa perdita di capacità di accumulo è in corso da almeno 30 anni e, se non si inverte la tendenza, si rischia di compromettere in primis la riattivazione di fontanili e colatura e, subito dopo, la restituzione di portate al sistema del Po con inevitabili impatti a livello di bacino idrografico.

Il seguente grafico 2 riporta l’andamento annuale, riferito al periodo 2021 – 2025, e conferma l’andamento in calo della capacità di accumulo della falda, testimoniando la necessità di interventi urgenti atti a ricaricare l’acquifero superficiale al fine di stabilizzare la disponibilità irrigua nell’intero comprensorio risicolo nord occidentale.

LAGO MAGGIORE

Analizzando il Lago Maggiore si riscontra una situazione positiva ma tutto dipenderà dall’andamento della stagione invernale.

Si riporta, come grafico 3 l’elaborato disponibile sul sito laghi.net

L’accumulo nei bacini elvetici presenta un dato in media con un andamento in calo, come evidenziato nel grafico 4 acquisito dal sito dell’autorità elvetica per l’energia.

La piovosità dell’ultimo semestre, con confronto nel quadriennio 2022 – 25, grafico 5, risulta ridotta rispetto al 2023 e 2024 attestandosi su valori prossimi al pari periodo del 2022.

L’accumulo nevoso, al 20 novembre, non si è ancora strutturato.

A partire dalle prossime settimane, in base all’evolvere della situazione, si predisporrà il consueto indicatore sulle riserve idriche in ambito risicolo. Autore: Alberto Lasagna, Confagricoltura Pavia.

 

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