Si chiude un’altra settimana di mercato, con le borse lombarde che si allineano ai prezzi già osservati nelle piazze piemontesi (LEGGI), senza novità ufficiali. Anche Milano, dopo settimane caratterizzate da quotazioni leggermente superiori sui lunghi A, registra ora una serie di ribassi mirati a uniformare i valori alle altre sedi. Un movimento che conferma come in tutte le sedi la domanda sia estremamente debole, con una dinamica di scambi prevalentemente orientati al ribasso. Le variazioni sui risoni nel capoluogo lombardo si riflettono, come di consueto, con effetto doppio sul riso lavorato, nell’unica sede dove viene espressa la quotazione all’ingrosso.
LUNGHI A DA PARBOILED E LUNGHI B A RISCHIO DI ULTERIORI RIBASSI
Il contesto resta segnato da una domanda assente o quasi. Chi acquista lo fa esclusivamente a condizioni ribassate, con un atteggiamento prudente che continua a comprimere le possibilità di tenuta dei listini. Gli unici risoni che mantengono ancora i prezzi ufficiali sono i tondi, sebbene con volumi ridotti, minore vivacità commerciale e, in diversi casi, con dilazioni di pagamento più lunghe. Gli operatori riportano, purtroppo, un ulteriore cedimento dei già poco remunerativi lunghi B e lunghi A da parboiled Provisia. I listini non recepiscono formalmente tale variazione ma pare che le offerte dei compratori in sala di contrattazione venerdì mattina non abbiano mai superato i 36 €/q lordi.
Per il gruppo Baldo, i prezzi ufficiali, secondo alcuni operatori, sarebbero superiori ai valori di scambio. Ancora più complessa la situazione del gruppo Roma, per il quale i 40 €/q lordi appaiono difficili, se non impossibili, da ottenere, tanto da essere proposti con quotazione nominale, come già rilevato a Vercelli. Nonostante ciò, i trasferimenti procedono a ritmo congruo (VEDI): oltre 30 mila tonnellate sono uscite dai magazzini dei risicoltori nell’ultima settimana. Le rimanenze complessive tornano così in linea con quelle di due anni fa, con una quota trasferita pari al 41% del raccolto, leggermente inferiore al 42% medio a pari periodo. La carenza resta soprattutto nei lunghi B, le cui giacenze rappresentano ancora poco meno del 63% del raccolto.
DAGHETTA: «SENZA UNA REVISIONE DI DAZI E ACCORDI UE IL SETTORE È DESTINATO A RIDURSI STRUTTURALMENTE»
Ci confrontiamo, con uno sguardo alla riunione di giovedì mattina indetta da Ente Risi, con Giovanni Daghetta, responsabile nazionale del comparto riso di CIA. «La riunione di ieri non aveva come obiettivo il mercato nel brevissimo periodo. È stata invece un passaggio necessario per iniziare a definire una strategia strutturale, utile ad arginare i problemi ormai cronici legati alle importazioni. Se non interveniamo su dazi e concessioni accordate ai Paesi esteri, il settore è realisticamente destinato a un forte ridimensionamento. Ciò non avverrà in un solo anno, ma nel giro di qualche stagione rischiamo di scendere verso gli 80mila ettari, cioè una superficie allineata al solo mercato interno.
La strategia di correzione è complessa. Inoltre, l’Unione europea, per sua natura, è molto più lenta rispetto ad altri sistemi. Tuttavia, le richieste restano chiare. È necessaria la revisione di un dazio fermo a troppi anni fa e degli accordi con i Pma. Il livello di salvaguardia fissato di recente è stato, va detto con onestà, una sconfitta per il settore. Oggi il quadro di mercato è aggravato dal contesto europeo. In Spagna l’Indica è quotato 25 €/q lordi, in Grecia 29,50. Non è un caso se gli agricoltori spagnoli sono in piazza. Anche la nostra filiera inizierà a manifestare, a partire da Vercelli il prossimo martedì.
Sul fronte delle semine, pensare a strumenti di riequilibrio è complicato. La disponibilità di seme certificato è limitante e condiziona l’accesso all’accoppiato PAC. Per il futuro sarà necessario ragionare su un accoppiato più forte e meno vincolato, perché oggi il seme rappresenta un collo di bottiglia. Quanto al Mercosur, nel breve è marginale, diventerà critico tra 7-8 anni. Paradossalmente, però, potrebbe offrire l’occasione politica per estendere vere salvaguardie anche agli accordi precedenti. Oggi c’è molta più attenzione rispetto al passato, e questa va sfruttata». Autore: Ezio Bosso

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