Il titolo potrebbe essere “un risicoltore tra i potenti”. Ma mi viene da dire che di potere vero ne ho visto poco alla Triennale, dove Confagricoltura, che è il mio sindacato, ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ero presente come “giornalista”, per ascoltare, capire e, ora, commentare con questo articolo. Cosa ho ascoltato?
Tanti annunci e nessuna novità, nessuna decisione che possa sollevare le sorti delle nostre aziende, colpite e affondate dalle scelte dell’Europa, che il governo italiano ha appoggiato o non ha contrastato. La Meloni ha parlato tanto, sostenendo anche tesi “marziane”, e lo stesso ha fatto il ministro Lollobrigida, ospite, all’indomani, a Palazzo Mezzanotte, sempre a Milano. Di basso profilo il ministro Pichetto Fratin, che per lo meno portava in dote la notizia che abbiamo stock sufficienti di gas per affrontare l’inverno.
LA CLASSE POLITICA NON HA INTERESSI PER L’AGRICOLTURA
Nel complesso, ho ricavato l’impressione di una classe politica che non conosce e che non è interessata ai nostri problemi. Anche gli altri interventi hanno rasentato il ridicolo: un manager di una importante compagnia telefonica ci ha spiegato che l’intelligenza artificiale è un aiuto anche in campagna perché una persona in un campo inquadra la piantina e chatgpt ti sa dire che pianta sia e come sta, cosa fare ecc… Sappiamo che ci vuole ben altro. Più interessante l’impegno di migliorare la bassa latenza con sistemi 5G che permetteranno di aumentare la produttività dell’agricoltura di precisione. Interessanti i contributi dei relatori del credito anche se in qualche caso mi è venuto il dubbio che si parlasse di due agricoltura diverse. Quando, ad esempio, Ifis sostiene che c’è un tessuto imprenditoriale forte e che le le aziende agricole si sono difese dall’inflazione.
CONCLUSIONI: QUALI MILIARDI?
Concludo, da donna a donna, con Meloni: cara Premier, hai detto cose scontate, con una discreta disinvoltura. Noi agricoli sappiamo di essere centrali per la sicurezza alimentare, perchè produciamo il cibo, di essere i custodi dell’ambiente perché siamo noi a fare manutenzione dei canali e dei suoli, di ricevere sussidi pubblici per questo. Non sapevamo, perché non pensiamo che sia vero, che il governo, cara Giorgia, ci ha riempiti di miliardi. Non li abbiamo visti: o non sono stati dati, o si sono fermati altrove.
E poi, cara Giorgia, venirci a dire che l’esecutivo ha restituito centralità all’agricoltura perché l’Italia è una potenza agroalimentare e per questo si è difesa a spada tratta la reciprocità – dopo la clausola di salvaguardia, il Mercosur e prossimamente l’India – significa non capire che si è di fronte alla platea di Confagricoltura e non a quella di Federalimentare. Autore: Laura Burocco, risicoltore


