RICESMART SEGRETO

progetto RiceSmart

La risicoltura vive di tecnica e di tecnologie. Se non adeguatamente gestite, possono minare la competitività e la sostenibilità ambientale delle aziende risicole. Per questo è nato il progetto RiceSmart, finanziato dall’Europa e dalla Regione Lombardia. Il finanziamento pubblico presuppone che i risultati vengano comunicati all’esterno: per questo si promuovono delle giornate demo, che, a onor del vero, divulgano ancora poco, nel senso che i risultati – presentati la settimana scorsa con una demo in campo e un convegno – non essendo pubblicati sulle riviste scientifiche sono riferiti ancora in modo generico e alla richiesta di condividere le slide e i dati stessi viene opposto dai promotori un fermo rifiuto. Accontentiamoci dunque di quel che ci viene detto ufficialmente e solo grazie alla disponibilità di due dei relatori.

OBIETTIVO

L’obiettivo del progetto RiceSmart è di dimostrare l’efficacia e la sostenibilità tecnica, economica e ambientale di pratiche colturali alternative. Esempi sono la gestione della sommersione con una asciutta aggiuntiva durante la levata. Questo serve per ridurre le emissioni di gas serra ed il rischio di contaminazione da metalli pesanti nella granella. La concimazione azotata a rateo variabile e la gestione delle specie infestanti sono supportate da tecnologie 4.0 utilizzabili attraverso comuni smartphone.

Queste sono adatte all’uso in contesti aziendali diversificati. La valutazione economica e ambientale delle soluzioni proposte viene condotta utilizzando, rispettivamente, gli approcci Life Cycle Costing (LCC) e Life Cycle Assessment (LCA). Questo avviene unitamente alla quantificazione degli effetti delle pratiche suggerite sulla biodiversità animale.

Il team coinvolto nel progetto RiceSmart è composto da ricercatori appartenenti al Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali (ESP) dell’Università degli Studi di Milano. Inoltre, il Distretto delle Risaie Lomelline, la riseria Contiriso e sei aziende risicole lombarde fanno parte del team. Le aziende sono: Azienda Dominoni Carlo Paolo e Elisa Società Agricola; Azienda Agricola Carnevale – Cascina Buscaiolo; Azienda Agricola Antonio Ventura dei Fratelli Ventura; Azienda Braggio Pietro e Carnevale Miacca Rosangela Società Agricola; Azienda Agricola Franchino Carlo; Azienda Cassinetta Società Semplice Familiare.

A CHI SI RIVOLGE?

Il progetto RiceSmart si rivolge soprattutto a risicoltori e servizi di assistenza tecnica. I risicoltori beneficeranno in modo diretto dei risultati del progetto, asseriscono i promotori, dal momento che disporranno di tecniche innovative per la gestione della coltura. Queste includono concimazioni di precisione, supporto alle operazioni di diserbo, e gestione della risorsa idrica.

Queste tecnologie aumenteranno la competitività e garantiranno – è la promessa – maggiore sostenibilità ambientale del processo produttivo. Tra i servizi di assistenza tecnica, troviamo operatori della filiera coinvolti in attività di supporto tecnico alle aziende. Questi includono tecnici, agronomi, e aziende attive nel fornire supporto alla gestione. Nuove realtà imprenditoriali forniranno servizi basati sui principi di Agricoltura 4.0.

Spiega Roberto Confalonieri, coordinatore del progetto RiceSmart: «Il progetto RiceSmart è durato tre anni. Un progetto dove abbiamo applicato tecniche agronomiche che cercano di favorire la sostenibilità. Sostenibilità soprattutto economica, perché tutti ci dimentichiamo sempre che la sostenibilità non è solo ambientale. Anzi, spesso e volentieri, se non abbiamo sostenibilità economica, nuove strategie di gestione non verranno adottate dagli agricoltori che prima di tutto sono degli imprenditori. Se non c’è sostenibilità economica nessuna pratica agronomica entrerà mai realmente nelle aziende».

CINQUE GRUPPI DI LAVORO

Le attività del progetto RiceSmart sono stato suddivise in cinque aree.

Estensione della tecnologia

Obiettivo è individuare il momento ottimale in cui eseguire le concimazioni di copertura, gli interventi di diserbo e le operazioni di asciutta/sommersione. Questo è fondamentale per migliorare l’efficacia degli interventi agronomici.

La tecnologia sviluppata nell’ambito del progetto RiceSmart è basata su un sistema che include modelli di simulazione colturali e dati meteorologici ad alta risoluzione spaziale (2 km x 2 km) sia real-time che previsti, per fornire indicazioni previsionali in merito al raggiungimento di determinate fasi fenologiche critiche.

Valutazione delle performance agronomiche

Durante il progetto RiceSmart, i ricercatori hanno condotto prove sperimentali in pieno campo in ciascuna delle sei aziende agricole coinvolte per due stagioni (2023 e 2024). Le prove hanno riguardato due appezzamenti per azienda. I fattori gestione idrica e il supporto alle concimazioni e agli interventi di diserbo sono stati applicati adottando uno schema sperimentale split-plot descritto in specifiche linee guida.

Alla fine di ogni campagna – spiega Jacopo Bacenetti, professore associato del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali – le performance agronomiche (resa, efficienza d’uso dell’azoto, componenti della produzione) sono state valutate per ciascuno dei trattamenti. Questi includono la gestione standard e la gestione innovativa RiceSmart. La valutazione è stata condotta per ognuna delle sei aziende coinvolte.

Per quanto riguarda la concimazione azotata, la gestione agronomica effettuata secondo le linee guida RiceSmart ha permesso di ottenere rese più alte. Sono state ottenute anche migliori efficienze d’uso dell’azoto nell’80% dei casi. Nel caso della gestione dell’acqua, l’introduzione di un’asciutta aggiuntiva ha già dimostrato di ridurre le emissioni di gas serra. Inoltre, non ha avuto risvolti negativi sulle produzioni. Questo conferma le potenzialità di questa strategia gestionale.

Analisi energetica e ambientale

I ricercatori hanno condotto la valutazione energetica ed ambientale delle soluzioni proposte applicando l’approccio del Life Cycle Thinking (LCT). In particolare, il Cumulative Energy Demand è stato utilizzato per gli aspetti energetici. Inoltre, hanno usato il Life Cycle Assessment (LCA) per le performance ambientali. Confrontando i risultati dei trattamenti sperimentali con quelli dei controlli e applicando l’LCT, hanno quantificato i benefici legati alle soluzioni proposte. Questi benefici considerano anche le esternalità positive, come la riduzione delle emissioni e l’aumento della biodiversità.

Biodiversità e contaminanti ambientali

La tradizionale valutazione delle performance ambientali della risicoltura è stata integrata con la valutazione degli effetti delle diverse pratiche colturali innovative proposte su alcune componenti della biodiversità animale. In particolare, ci si è focalizzati sulla biodiversità composizionale, strutturale e funzionale. Questo riguarda comunità di invertebrati e alcune specie di vertebrati associati agli ambienti risicoli.

Life Cycle Cost Analysis e valutazioni economico/finanziarie

Seguendo il modello del Life Cycle Thinking, il team ha condotto un’analisi approfondita per valutare il potenziale economico/finanziario delle tecnologie proposte.

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