FORTE DOMANDA DI SELENIO

Selenio

Prosegue la fase positiva per i listini nelle sedute di borsa lombarde, con nuovi rialzi nelle giornate di martedì a Milano e di venerdì a Mortara. Carnaroli Classico tocca i 76 a Milano e i 73 a Mortara. Avanzano anche CL 007, a 47 con voci fino a 50, e Vialone Nano e similari, a quota 50. Mortara porta i lunghi B a 39 €/q lordi. Rallentano i trasferimenti, arrivati a 233.559 tonnellate da inizio settembre.

AUMENTO DIBATTUTO PER I LUNGHI B

Prosegue il momento positivo dei listini nelle borse lombarde, che propongono nuovi aumenti nelle sedute di martedì e venerdì. A Milano si registra la conferma dei nuovi apprezzamenti visti a Vercelli (LEGGI) per il gruppo Baldo a 45 €/q lordi e per il gruppo Arborio a 60 €/q lordi, e la crescita di Carnaroli, con il massimo relativo alla varietà vendibile con il termine Classico, che raggiunge i 76 €/q lordi in questa sede. Passo avanti anche per CL 007, che raggiunge i 47 €/q lordi martedì pomeriggio, con voci di scambi fino a 50 €/q lordi, e per Vialone Nano e similari, che raggiungono quota 50.

Venerdì Mortara conferma tutte queste variazioni positive, restando però sui 73 €/q lordi per il Carnaroli Classico. La borsa della Lomellina propone poi un nuovo apprezzamento per i lunghi B, portati a 39 €/q lordi. Già nelle sedi piemontesi per questo comparto si erano registrati scambi a 40 €/q lordi per alcune varietà, un prezzo che però nella mattinata di venerdì non risultava facilmente ottenibile. Scambi a 35 €/q lordi non se ne sono visti per tutta la settimana, per questo la commissione prezzi di Mortara ha scelto, dopo un breve dibattito, di registrare comunque un apprezzamento, non a 40 ma ai 39 €/q lordi espressi dal listino.

Tra i tondi domanda elevata per il Selenio a 45 €/q lordi, mentre restano stabili e con non troppi compratori i tondi generici a 35. Stabili anche i lunghi A da parboiled Provisia a 40 €/q lordi, con compratori non esposti ma disponibili. I trasferimenti (VEDI) proseguono a buon ritmo, pur continuando a rallentare ora che quasi tutte le aziende hanno ultimato la raccolta. Sono 30.641 le tonnellate movimentate dai magazzini dei risicoltori in sette giorni, che portano il complessivo a 233.559 tonnellate da inizio settembre. Valore superiore a quelli del 2025 e del 2024, ma inferiore alle 243.878 tonnellate del 2023 al 21 ottobre.

«LUNGHI B, IL 40 È STATO UN EPISODIO ISOLATO, A 35 I RISICOLTORI NON VENDONO»

Ad analizzare il mercato ai nostri microfoni è Paolo Ghisoni, mediatore lombardo: «Sui lunghi B il 40 visto a inizio settimana è stato, per il momento, un episodio isolato. Oggi non c’è più un compratore a quel prezzo, ma a 35 i risicoltori non sono disponibili alla vendita. Per i tondi la domanda è più debole e, anche in prospettiva, l’eccessiva disponibilità credo renderà difficile un eventuale apprezzamento. Diverso il contesto per il Selenio, che dovrebbe avere disponibilità maggiori, ma coperte ampiamente da una domanda in continua crescita.

Sugli interni, nel Pavese registro più offerta di Carnaroli a 65 che di Arborio a 60, forse anche in relazione a una disponibilità maggiore in Piemonte per quest’ultimo. Quanto al Classico, ci sono sempre meno scambi all’ingrosso, ma per chi lo cerca il prezzo di riferimento è oggi 75 €/q lordi. I gruppi Roma e Baldo si scambiano a 45, ma i dazi imposti dai turchi stanno riducendo la domanda, soprattutto per il Cammeo.»

«ORGANIZZIAMO LE SEMINE»

«Guardando in prospettiva – prosegue Ghisoni – fare previsioni è, come sempre, difficile. A guardare i numeri dell’Ente Risi non dovrebbe crescere niente, viste le giacenze e le superfici seminate. Tuttavia, tra difficoltà produttive e altre dinamiche merceologiche, la disponibilità rischia di essere minore del previsto, potrebbero esserci forti correzioni sui riporti e sul raccolto stimato dai produttori. I dati arriveranno però tra diverse settimane, e questo rende difficile leggere il contesto attuale.

Per i risi più commercializzati a livello internazionale la concorrenza oggi è bassa. Gli arrivi vengono soprattutto da Paesi Ue come la Spagna, con sovrapprezzi di 10 €/q rispetto al risone alla fonte anche per un trasporto continentale. Anche in questo contesto, tuttavia, pensare di scostarsi molto dagli attuali 40 €/q lordi di lunghi B e lunghi A da parboiled Provisia lo ritengo difficile, perché i mercati di destinazione difficilmente spendono di più.

Voglio chiudere con una provocazione sui forti squilibri nelle scelte di semina dettate dall’andamento del mercato. Sistematicamente, di anno in anno, il risone con il prezzo più vantaggioso nel periodo di semina vede una crescita enorme degli investimenti, che porta a un inevitabile crollo della quotazione nella campagna successiva. I risicoltori italiani sono ormai poco più di 3.500, il palazzetto di Pavia potrebbe contenerli agevolmente. Credo sia possibile confrontarsi e organizzare le semine con criterio, per evitare forti squilibri e sviluppare con più stabilità la propria attività d’impresa.» Autore: Ezio Bosso

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