Il riso greco soffre delle stesse problematiche delle altre nazioni risicole europee: prezzi bassi e concorrenza delle importazioni. L’attuale annata agricola è caratterizzata da una significativa riduzione della superficie coltivata. Secondo Vasilis Koukourikis, presidente dell’Organizzazione interprofessionale nazionale del riso greco Edorel, dagli oltre 125 mila ettari dell’anno scorso, si prevede si prevede una contrazione a circa 89 mila ettari, ovvero circa il 30% in meno.
70% DELLA PRODUZIONE ALL’EXPORT
Con una resa media di 800-900 chilogrammi per ettaro, la produzione totale è stimata in quasi 200.000 tonnellate, rispetto alle 250.000 tonnellate dell’anno precedente. Il riso greco mantiene una forte vocazione all’esportazione, poiché circa il 70% della produzione è destinata ai mercati esteri, principalmente attraverso le riserie, con i principali mercati rappresentati dal Medio Oriente e dall’Europa.
PREZZI ALL’ESPORTAZIONE BASSI
Nonostante il potenziale di esportazione, il prezzo di vendita alla produzione rimane basso. “Al momento vendiamo a 25 centesimi al chilo, ovvero 250 euro alla tonnellata”, ribadisce Koukourikis, aggiungendo che, visti i costi attuali, la coltivazione è economicamente insostenibile. Nei terreni in affitto, il costo raggiunge circa 400 euro per ettaro, mentre il ricavo si limita a circa 300 euro. In termini di aiuti, l’aiuto di base ammonta a circa 23 euro per ettaro, mentre l’aiuto accoppiato è pari a 30 euro. Per gli interventi de minimis , è previsto un impegno di 70 euro per ettaro e si attende la relativa firma del Ministero delle Finanze. Il presidente di Edorel ritiene che per preservare il settore siano necessari ulteriori strumenti di sostegno, come l’aumento degli aiuti accoppiati o l’attuazione di misure agroambientali.
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