SPAGNOLI CONTRO L’UE

Gli agricoltori spagnoli vogliono dichiarare guerra alla Commissione europea e al green deal: lo hanno gridato venerdì dalle strade di Valencia. La città è stata infatti teatro di una delle mobilitazioni più partecipate del cosiddetto “supergiovedì” dell’agricoltura spagnola, con circa trenta proteste in tutta la Spagna contro le politiche agricole dell’Unione Europea.

Oltre 2.000 agricoltori e 200 trattori, provenienti da diverse aree, hanno preso parte a una manifestazione convocata dalle principali organizzazioni professionali agricole della Comunità Valenciana — l’Associazione Valenciana degli Agricoltori (Ava-Asaja), La Uniò Llauradora i Ramadera, la Coordinadora Campesina del País Valenciano (Ccpv-Coag) e l’Unione dei Piccoli Agricoltori e Allevatori (Upa-Pv) — con il sostegno di Cooperatives Agro-alimentàries de la Comunitat Valenciana e di altre realtà sociali e imprenditoriali. L’intero comparto agricolo ha respinto gli accordi commerciali privi di reciprocità — come il trattato con il Mercosur — e le politiche attualmente attuate dall’Unione Europea, rivendicando “un futuro dignitoso per l’agricoltura e la sovranità alimentare”.

COLONNE DI TRATTORI

Due colonne di trattori hanno raggiunto il capoluogo del Turia dalla Ribera Baixa (con soste a Cullera, Sueca, Sollana, El Romaní, Silla e Sedaví) e da L’Horta Nord (con punto di concentramento a Meliana e attraversamento di Almàssera e Tavernes Blanques). Trattori e manifestanti sono confluiti davanti alla Confederazione Idrografica del Júcar (CHJ), in avenida Blasco Ibáñez, causando disagi alla circolazione in alcune delle principali arterie di accesso alla città.

Qui, davanti all’ente che dipende dal Ministero per la Transizione Ecologica, i rappresentanti del settore agricolo hanno chiesto il riconoscimento di un indennizzo equo e adeguato a compensazione dell’espropriazione delle superfici agricole devastate dagli eventi della dana di fine ottobre 2024 e destinate a essere incluse nel Demanio Idrico Pubblico (Dph). Hanno inoltre richiesto maggiori risorse idriche per garantire una produzione agricola stabile e di qualità, l’accelerazione degli interventi di ricostruzione e l’avvio delle infrastrutture idrauliche che le recenti alluvioni hanno dimostrato essere necessarie.

CONCORRENZA SLEALE

Durante il corteo, il settore ha messo in scena, attraverso costumi e striscioni, i prodotti agricoli valenciani penalizzati dalla concorrenza sleale derivante dall’accordo con il Mercosur: arance che denunciavano “succo brasiliano appena spremuto dopo 8.000 chilometri di viaggio”; confezioni di riso che segnalavano “sostanze fitosanitarie vietate nell’Albufera ma consentite per il riso uruguaiano”; bovini europei contrapposti a “bovini argentini trattati con ormoni”; e apicoltori che mettevano in guardia dall’ingresso senza dazi di “mieli a basso costo e di qualità inferiore”.

Alle Torres de Serranos, l’agricoltore Gabriel Mateos, presidente della comunità di irrigazione del fiume Alcoy, ha pronunciato un discorso a nome del settore, rievocando la figura storica del Palleter per «dichiarare guerra alla Commissione Europea, colpevole di attaccare gli agricoltori, imporre un Green Deal scollegato dalla realtà agricola e mettere a rischio la nostra sovranità alimentare».

La manifestazione si è conclusa davanti alla Delegazione del Governo, dove i dirigenti sindacali hanno esposto prodotti agricoli in crisi e tenuto interventi contro gli accordi commerciali dell’Ue firmati senza reciprocità, i tagli alla Politica Agricola Comune, l’eccesso di burocrazia e le politiche che minacciano il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione europea.

IMPATTO DELL’ACCORDO MERCOSUR

In primo luogo, è respinta l’attuale proposta di accordo commerciale Ue-Mercosur, chiedendo uno studio di impatto credibile e mirato sul settore agricolo, reciprocità, clausole di salvaguardia realmente efficaci e complementarità con la produzione europea. Nella stessa linea, è stata richiesta la revisione di tutti gli accordi vigenti e futuri con i Paesi terzi, in particolare con Egitto, Turchia, Marocco e Sudafrica.

Il settore si è inoltre opposto alla proposta della Commissione Europea sul Quadro Finanziario Pluriennale e sulla Pac post-2027, che prevede l’integrazione in un fondo unico, lo smantellamento della sua specificità storica, un taglio del 22% al bilancio, l’eliminazione dei due pilastri tradizionali, un aumento della complessità amministrativa e una tendenza alla rinazionalizzazione dei fondi.

Tra le altre rivendicazioni ricorrenti figurano la semplificazione normativa, la certezza giuridica e l’adozione di regolamenti più aderenti alla realtà agricola che non compromettano la competitività; il mantenimento a tempo indeterminato della volontarietà del quaderno digitale di campagna; e il riorientamento delle politiche del Governo spagnolo a favore dell’agricoltura rispetto alle normative ambientali, sempre basate su criteri scientifici. Richiesta la sostituzione della “Legge sul ripristino della natura”, che introduce ulteriori vincoli all’attività agricola, con una “Legge sul ripristino dell’agricoltura”.

ARMONIZZAZIONE CONTROLLI FITOSANITARI

Sono avanzate richieste relative al rafforzamento e all’armonizzazione dei controlli fitosanitari su parassiti e malattie nei porti di ingresso, alle ispezioni in origine, all’estensione e alla rigorosa applicazione del trattamento a freddo e, in caso di reiterate irregolarità, alla sospensione delle esportazioni verso l’Ue; a una nuova politica idrica che preveda la realizzazione di infrastrutture per lo stoccaggio e la distribuzione dell’acqua, una revisione dei deflussi ecologici e un maggiore ricorso al riutilizzo delle acque reflue depurate; al miglioramento dei sistemi assicurativi agricoli per coprire tutti i rischi climatici e legati alla fauna selvatica; e alla promozione di autorizzazioni eccezionali per i prodotti fitosanitari privi di alternative efficaci nella lotta contro parassiti e fitopatie.

LEGGE DI EMERGENZA

Infine, le organizzazioni agricole hanno concordato nel richiedere una Legge di emergenza per i danni causati dalla fauna selvatica; l’adattamento della riforma del lavoro alle esigenze delle campagne agricole; l’aggiornamento dei moduli Irpef per il settore agricolo; e la revisione del Codice Penale, unitamente a un incremento delle risorse per rafforzare il contrasto ai furti nelle aree rurali.

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