DA CHE PARTE STA LA PRESIDENTE?

riso italiano

Non capiamo quale sia la linea dell’Ente Risi sul Mercosur. Ufficialmente, di fronte alle proteste dei sindacati agricoli contro Francesco Lollobrigida e il premier Meloni per l’accordo con il Mercosur, venerdì mattina la presidente dell’Ente Risi fa pubblicare una nota ufficiale in cui dichiara: «questa intesa non tutela i nostri risicoltori perché la Commissione europea sembra ignorare il forte malcontento del settore minacciato dall’assenza di reciprocità e da importazioni agevolate da paesi che non hanno gli stessi standard ambientali, produttivi ed economici dell’Europa.È indispensabile che non entrino nell’Unione prodotti ottenuti senza il rispetto degli stessi standard di sicurezza alimentare garantiti dalle nostre aziende».

Aggiunge che l’Ente Risi si adopererà in ogni sede affinché vengano introdotte garanzie reali sulla protezione delle nostre produzioni con efficaci clausole di salvaguardia ed efficienti sistemi di controllo da parte delle autorità preposte sui prodotti importati nell’Ue» . Per l’Ente Risi, la sfida, ora, riguarda anche l’equità delle regole. «Senza questo allineamento, il riso coltivato in Italia – già penalizzato da costi di produzione tra i più elevati al mondo a causa dei vincoli normativi e della qualità del lavoro – si troverebbe a competere in una posizione di insostenibile svantaggio». Questo avviene al mattino.

CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA E RECIPROCITA’

Venerdì sera Lollobrigida su Facebook cerca di tamponare il malcontento difendendo la scelta governativa sul Mercosur e mettendo in evidenza che gli accordi internazionali prevedono clausole di salvaguardia e reciprocità. E la Bobba che fa? Commenta entusiasta. Scrive che «L’Italia ha voltato pagina con il governo Meloni. Ha guadagnato il rispetto mondiale e la considerazioni sullo scenario economico/politico. Non capitava da parecchi decenni!»

Capiamo l’entusiasmo per una parte politica che, fino a prova contraria, ha il consenso della Presidente dell’Ente Risi (non è mica vietato avere una fede politica), ma almeno nei giudizi pubblici – perché i social network sono tali e la pagina del ministro la leggono tutti – l’Ente Risi dovrebbe avere un’opinione sola. Anche perché i social li leggono tutti, compresi i funzionari europei, e diventa difficile dire che i risicoltori si sentono danneggiati da una scelta se questa non è realmente la linea di chi li rappresenta. Autore: Paolo Viana

 

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