CALDO TORRIDO SULLE RISAIE IN ALBUFERA

Albufera

La profonda preoccupazione per i gravi danni subiti dalla risicoltura valenciana a seguito della Dana (Depressione Isolata in Alta Quota) di fine ottobre 2024 ha rappresentato uno dei punti centrali dell’assemblea generale straordinaria dell’Associazione Valenciana degli Agricoltori (Ava-Asaja). LEGGI: https://www.avaasaja.org/index.php/prensa/notas-de-prensa/item/10861-la-asamblea-de-ava-asaja-reelige-a-cristobal-aguado-presidente-al-frente-de-una-junta-con-ocho-incorporaciones

L’evento ha riunito oltre cento delegati provenienti da tutte le comarche di Valencia e Castellón, in un clima segnato dall’urgenza di risposte concrete per un comparto in piena emergenza climatica. Un’emergenza che si rinnova in questi giorni con l’aumento delle temperature proprio nella zona costiera spagnola, dove si sono registrate alcune delle temperature più torride di tutto il continente.

PARCO NATURALE DELL’ALBUFERA

Tra le aree maggiormente colpite spicca il Parco Naturale dell’Albufera, cuore simbolico e produttivo del settore risicolo spagnolo. L’ondata di maltempo dello scorso autunno ha provocato allagamenti prolungati in migliaia di ettari coltivati a riso:  l’acqua stagnante ha compromesso in maniera irreversibile interi campi ancora in fase di raccolto. Si segnalano danni ingenti anche alle infrastrutture irrigue e di drenaggio, fondamentali per la gestione agronomica dei terreni in risicoltura.

I risicoltori parlano di perdite economiche milionarie, aggravate dal rischio di salinizzazione dei suoli e dal peggioramento della loro struttura. A questi si aggiungono i danni indiretti alla biodiversità lagunare e all’equilibrio agroecologico dell’area.

L’INTERVENTO DI CRISTOBAL AGUADO LAZA

Durante il suo intervento, Cristóbal Aguado Laza, rieletto per l’ottava volta alla guida dell’associazione, ha espresso con fermezza il senso di abbandono istituzionale vissuto dai produttori agricoli, chiedendo ristori immediati, equi e proporzionati rispetto ai danni effettivamente subiti. Ha inoltre denunciato la lentezza delle valutazioni tecniche e l’assenza di un piano strutturale di risposta agli eventi climatici estremi, ormai sempre più frequenti.

Aguado ha ribadito che l’emergenza climatica non è più un’eccezione ma una condizione permanente, e ha sollecitato interventi sistemici da parte delle autorità competenti: modernizzazione delle infrastrutture idriche, politiche agricole europee più flessibili e meno burocratiche, riconoscimento del valore ambientale delle pratiche agricole e delle aree coltivate.

Tra le richieste principali: l’introduzione del principio di reciprocità negli accordi commerciali con Paesi terzi, una riforma della normativa sulla filiera agroalimentare, maggiori strumenti assicurativi, compresa un’assicurazione sul reddito, e un piano per il ricambio generazionale, oggi sempre più urgente anche nel settore risicolo.

Il settore, conclude Aguado, ha bisogno di risposte rapide, strumenti adeguati e di una visione strategica per continuare a garantire produzione, occupazione e tutela del territorio in un contesto climatico sempre più instabile.

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