Coltivare riso oggi significa muoversi su un crinale sottile tra cambiamenti climatici, esigenze di produttività e la complessa gestione delle malerbe. La risposta concreta del settore agricolo non si fa attendere: Agrinsieme, l’alleanza che unisce Confagricoltura e Confederazione Agricoltori, ha completato e trasmesso ai Ministeri competenti un corposo pacchetto di richieste per le autorizzazioni in deroga o “usi di emergenza” dei prodotti fitosanitari relativi al primo quadrimestre del 2027.
Il documento racchiude ben 124 istanze per le colture più disparate — dalla frutta alle orticole, passando per soia e ornamentali — e rappresenta ogni anno la bussola fondamentale per le autorità ministeriali chiamate a decidere sulle autorizzazioni “in deroga” per l’utilizzo dei fitofarmaci.
RISO: 6 PRINCIPI ATTIVI
Guardando al comparto risicolo, la carne al fuoco è molta: sono sei i principi attivi richiesti per il controllo delle malerbe. L’obiettivo primario è contrastare il fenomeno della resistenza agli erbicidi tradizionali, causato dall’uso prolungato di molecole con meccanismi d’azione simili.
I fari sono puntati in particolare su:
- Bixlozone + Pethoxamide: È la vera e propria novità assoluta per il mercato italiano. Se accolta, questa miscela offrirebbe un meccanismo d’azione del tutto inedito nel settore risicolo, rivelandosi un’arma formidabile per arginare le infestanti ormai resistenti.
- Profoxydim: Un’ancora di salvezza fondamentale per le semine 2027, in quanto rappresenta l’unico giavonicida di post-emergenza rimasto a disposizione per le varietà di riso “tradizionali”, prive cioè di tecnologie di tolleranza agli erbicidi.
- Mesotrione: Già noto e impiegato con successo nel diserbo del mais, la sua estensione al riso apre scenari interessanti per il diserbo delle risaie.
- Benzobicyclon, Pretilachlor e Thifensulfuron-methyl: Principi attivi chiave che completano il pacchetto strategico per la difesa mirata delle camere di risaia.
SPERANZE E RIMPIANTI
L’iniziativa di Agrinsieme costituisce un forte incentivo per venire incontro alle reali necessità degli agricoltori. L’auspicio del mondo risicolo è che anche le altre sigle sindacali e gli enti pubblici del settore uniscano le forze: la carenza di strumenti di difesa efficaci e il moltiplicarsi di infestanti “ribelli” rendono l’arrivo di nuovi prodotti non più rimandabile.
Resta tuttavia l’amaro in bocca per un’assenza ormai cronica: nelle liste ministeriali manca ancora una volta il Propanile. Un principio attivo storico, ampiamente utilizzato in quasi tutti i Paesi extra-europei produttori di riso, ma che continua a essere negato ai risicoltori italiani, lasciandoli privi di un prodotto fondamentale per il contenimento delle malerbe “resistenti”. Autore: Franco Sciorati
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