Si conferma il buon momento dei gruppi Arborio e Carnaroli e quello negativo dei tondi nelle sedute di Milano e Mortara, come già accaduto in Piemonte (LEGGI). La novità delle sedute lombarde riguarda la diffusione delle non quotazioni, tre alla Granaria e due in Lomellina. Segnali che il prodotto vendibile è ormai poco, soprattutto nei comparti coinvolti, nonostante le giacenze restino elevate ed i trasferimenti procedano a rilento (VEDI).
ARBORIO A 55, CARAVAGGIO E SIMILARI A 65
Torna ufficialmente a 55 €/q lordi il gruppo Arborio, richiesto e scambiato a questa cifra. Passo avanti ufficiale anche per Caravaggio e gli altri similari di Carnaroli, tornati a 65 €/q lordi, con Classico a 70. Restano tristemente stabili gli altri lunghi A da risotto, appartenenti ai gruppi Roma, Baldo e Sant’Andrea. Sempre tra i risi da mercato interno proseguono le difficoltà di Vialone Nano e similari. Questo comparto è quotato 40 €/q più Iva in entrambe le sedi ma con la dicitura nominale a Mortara per assenza di scambi. Nominali in provincia di Pavia anche i lunghi A da parboiled Provisia, che però non si allineano al calo a 33 €/q lordi visto a Vercelli in nessuna delle sedi in analisi. Secondo gli operatori gli scambi sono fattibili a 35 €/q lordi. Stabili i lunghi B, a 32 €/q lordi.
Selenio scende a 50 €/q lordi nel listino di venerdì, perdendo altri 2 €/q rispetto alle quotazioni di inizio settimana. In Lomellina le altre voci dei tondi sono nominali, nel caso di Omega e Araldo, o non quotate, nel caso di Centauro, già non quotato martedì a Vercelli. Passa alla non quotazione anche Sunrose, come già avvenuto martedì pomeriggio a Milano, dove pure CL 007 non è stato quotato.
GIACENZE MINORI DEL PREVISTO?
Le non quotazioni sono consuete in questo periodo di mercato. Anche lo scorso anno, proprio nella seduta del 4 giugno a Mortara comparvero le prime quattro. Tuttavia, le giacenze risultano attualmente superiori di circa 86.000 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2025.
Va considerato che la situazione è diversa nei vari comparti ma sorprende, ad esempio, il caso di Sunrose. Per questo riso, identificato alla voce “varie medio”, resta nei magazzini dei risicoltori più del 20% del risone raccolto lo scorso anno. Non sorprende, dunque, che si inizi a vociferare di giacenze stimate superiori alla realtà. Un’ipotesi che, unita al probabile calo delle superfici a riso (per ora presunto, trattandosi di proiezioni su un campione parziale) e alla crescita dei noli e dei prezzi internazionali, sostiene la lieve tendenza positiva vista in buona parte dei prezzi, con l’eccezione dei tondi, pressoché certamente più seminati.
PEZZONI: «MANCA UNA DOMANDA FERMA»
A fare il punto sulle sedute è Luca Pezzoni, mediatore di Reschiriso: «Le giacenze, per alcune varietà, sono inferiori a quello che ci si aspettava. I Carnaroli praticamente sono finiti e non credo che se ne riporterà sul prossimo raccolto. Di conseguenza si registra una crescita anche sull’Arborio. Sui Ribe siamo fermi, non ho visto differenze di recente. Sui lunghi B c’è un po’ più di richiesta, ma è correlata soprattutto al fatto che adesso i noli sono veramente alti. Chi deve fare delle coperture adesso, piuttosto le fa in Europa che nel sud-est asiatico. Sta incidendo sulle dinamiche di mercato anche quello che si dice sulle semine, non solo in Italia ma anche in Grecia, dove la diminuzione sarà abbastanza importante per l’ettarato.
I prezzi sul risone adesso sono lavorabili, però gli acquisti delle riserie non sono così elevati. Manca una domanda ferma, soprattutto sul consumo di riso italiano all’estero. Abbiamo perso lo sbocco del bacino nord-africano e mediorientale. Ora si serve quasi esclusivamente dall’Asia o dalla Grecia, dove i prezzi sono stati bassissimi quest’anno, portando infatti ad un calo nelle semine del 15%.
BUON MOMENTO PER I RISOTTI
Dire che le prospettive sono di crescita è una cosa forzata per il momento ma sicuramente ci sarà un momento positivo per i risi da interno. In questo contesto, penso sia importante rendere sempre più identitari i marchi Arborio e Carnaroli, proteggendoli anche a livello internazionale da possibili allargamenti della coltivazione all’estero come è stato fatto con il marchio Basmati da Pakistan e India. Inoltre, credo sia fondamentale avere più sinergia in tutta la filiera, partendo dai sementieri fino ai venditori finali, ricordando l’importanza della figura del mediatore, punto di congiunzione tra domanda e offerta». Autore: Ezio Bosso


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