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SITUAZIONE ESTREMA

meteo

La provincia di Pavia è interessata da tali accadimenti meteorologici in modo meno violento dei territori immediatamente più a nord. Tuttavia non è risultata indenne da pesanti grandinate e da diffusi danni da vento.
Quello che preoccupa non è tanto il singolo evento. Tutti ricordiamo negli scorsi anni grandinate e trombe d’aria che hanno cagionato danni anche imponenti. Meteo estremo

METEO ESTREMO TRA IL 21 E IL 25 LUGLIO

Ciò che genera apprensione è l’estensione e la ripetitività degli eventi. Tra il 21 e il 25 luglio si sono avute più repliche di eventi ventosi estremi e di fenomeni grandigeni con chicchi spesso superiori ai 5 cm di diametro. Su Milano e alto pavese, tra il 24 e il 25 luglio, si sono avuti due episodi gravi in meno di 18 ore.

Questi eventi hanno interessato tutta la pianura padana. Pianura Padana che si è trovata al margine settentrionale di un anticiclone di origine africana. La particolare conformazione meteorologica ha determinato potenti gradienti termo-igrometrici che hanno innescato, con cadenza quasi quotidiana, imponenti fenomeni temporaleschi. Si è osservato il rapido andamento da Ovest ad Est. Spesso i temporali hanno percorso, senza mai perdere intensità, l’intera pianura padana producendo gravissimi danni. I danni sono quanto mai estesi, per effetto dei venti e della grandine. Nel bacino padano, negli scorsi giorni, si ha certezza di almeno due tornado con pesanti effetti al suolo.

ALTE TEMPERATURE E UMIDITÀ FANNO IL METEO ESTREMO

Questi episodi sono favoriti dal pesante innalzamento termico che, unito a una crescente umidità, in presenza di contrasti tra aria atlantica più fresca e il caldo proveniente dal mar Mediterraneo, genera una miscela favorevole al reiterato innesco di violente tempeste di cui non si ha memoria sull’areale del Po.

SITUAZIONE IRRIGUA TRANQUILLA

Trattasi di una situazione estrema, che fa seguito alla siccità dello scorso anno e che porta ad un’importante riflessione per introdurre elementi di mitigazione sul breve periodo e di inversione sul lungo periodo.
La situazione irrigua non presenta allo stato attuale particolari criticità.Infatti, l’Autorità di Bacino per il fiume Po, nel bollettino dello scorso 21 luglio, indica uno scenario di bassa severità idrica.

ACCUMULO NEVOSO

L’accumulo nevoso è, da oltre un mese, totalmente compromesso negli strati medio alti. Alle quote più elevate è però tutt’ora presente un accumulo nevoso in media con il dato degli ultimi 15 anni. Questa presenza garantisce un minimo di scioglimento nivale che limita i picchi di calo di portata generati sul Po e sulla Dora Baltea dalla produzione idroelettrica non costante.

INVASI ARTIFICIALI

Nel bollettino dell’Autorità di Bacino per il fiume Po del 21 luglio scorso non viene fatta menzione, a differenza di quanto accaduto fino alla precedente emissione del 25 maggio 2023, della risorsa accumulata negli invasi artificiali montani (serbatoi idroelettrici). Inoltre, non è allegato il consueto piano schematico delle riserve da cui si può desumere tale informazione. Si auspica che queste informazioni tornino ad essere disponibili fin dalla prossima emissione trattandosi di dati utili per una corretta pianificazione anche in ambito agricolo.

IL LAGO MAGGIORE

Il livello idrometrico del lago Maggiore è prossimo allo zero. Ciò deve introdurre una riflessione sulla modalità di uso e derivazione delle acque accumulabili da parte dei Consorzi e degli Utenti.

L’andamento dei Laghi ha visto un rallentamento della velocità di discesa dovuta ai fenomeni di pioggia e alle prime manovre di riduzione dei prelievi. Diminuzioni che, fortunatamente, hanno avuto poco impatto sulla effettiva disponibilità irrigua. Il ridotto impatto delle riduzioni sulla disponibilità irrigua è dovuto al buon comportamento della falda freatica.

Nella stazione di misura di Sartirana Lomellina della falda freatico prosegue, anche se con i primi segnali di rallentamento, la fase di crescita e, al 27 luglio, si è prossimi alla quota che nel 2022 ha rappresentato la massima escursione superiore della falda, livello raggiunto solo al 14 settembre: il favorevole andamento dell’attività irrigua ha determinato sulla falda un comportamento anticipato di oltre 45 giorni, con quote superiori anche al 2021.

RISERVE NEVOSE

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche analizzate nell’intorno del Monte Rosa viene riportata come semplice conferma dell’assenza di manto nevoso al di sotto dei 3000 metri.
Il grafico attuale, al pari di quello già pubblicato al 13 luglio, è poco significativo, ma è utile per evidenziare la linea di tendenza che, nel mese di luglio è ormai prossima allo zero confermando la riduzione dell’accumulo nevoso in corso da almeno 20 anni.

 

IL LAGO MAGGIORE

Il bacino del lago Maggiore ha visto una importante fase di calo, rallentata solo dai temporali dell’ultima decade. Negli ultimi 14 giorni è proseguita la fase di calo del livello idrometrico con un rateo giornaliero medio di circa 2,5 cm.

Rispetto al 2021 il lago è più basso di oltre 120 cm, rispetto al 2020 il livello è più alto di circa 25 cm. Occorre evidenziare come, allo stato, le derivazioni praticate sono considerevolmente più importanti del 2022, anche se inferiori di circa il 20 % rispetto al 2021.

Come evidenziato già nella scorsa analisi, si è passati da uno scenario di relativa tranquillità a una potenziale criticità per la fase finale della stagione irrigatoria, criticità per fortuna attenuata dall’andamento nettamente positivo della falda freatica.

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni al 27 luglio. meteo estremo

ANDAMENTO FALDA METEO ESTREMO

La falda freatica, nella stazione di misura considerata, prosegue con una significativa crescita nell’ordine dei 3 cm al giorno. Il rallentamento della salita rispetto alle scorse settimane, pur in presenza di una attività irrigua al contorno ordinaria, lascia presupporre si stia avvicinando al limite superiore che potrebbe essere raggiunto nella seconda decade di agosto.

L’alto livello della falda è testimoniato poi dalla copiosità delle acque presenti nel sistema di fontanili e colature dove non mancano le prime piccole difficoltà nell’allontanamento delle acque in esubero.

La falda presenta un saldo positivo a pari data di 26 cm rispetto al 2021 e di ben 126 cm rispetto al 2022.

Con riferimento poi alla stazione di misura di Sartirana Lomellina si riporta anche l’andamento pluviometrico degli ultimi sei mesi del 2021, 22 e 23. Il grafico evidenzia l’andamento pluviometrico favorevole dato soprattutto dal mese di maggio che ha portato le cumulate di pioggia ad essere superiore al 2021.

 

SCALA DI ALLARME RISERVA IRRIGUA

L’andamento della scala di allarme della riserva irrigua vede uno scenario che conserva al proprio interno criticità che, oltre alla prevedibile mancanza di neve, vedono un ridotto accumulo d’acqua nei laghi.
Con riferimento all’accumulo nevoso il livello di allerta si mantiene a 5.
Rispetto all’accumulo di risorsa nei laghi si passa dal precedente livello 3 a 4.
Con riferimento al livello di falda si passa dal precedente livello 2 a 1.
In considerazione di tutto questo si ritiene di poter indicare l’indicatore della scala di allarme a livello 10 su scala 15. Autore: Alberto Lasagna, Confagricoltura Pavia meteo estremo

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