SEMPIO GUARDA ALL’EST

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franceseDopo Scotti, che ha ceduto il 25% agli spagnoli di Ebro, anche Euricom guarda all’estero. Nel caso di Francesco Sempio (nella foto in alto), tuttavia, la strategia di internazionalizzazione passa attraverso nuovi investimenti sui mercati asiatici e dell’est europeo. La Euricom Holding, che controlla Curtiriso, è il secondo raffinatore di riso europeo dopo Ebro Food, e, come dichiara l’amministratore delegato Mario Francese (a destra, nella foto) «vendere a soci esteri o andare in Borsa non è nei nostri progetti». Il gruppo lomellino in questo momento sta giocando su due tavoli, se non tre. Al Corriere della Sera dichiara che vuole rilanciare Curtiriso (affidata ad Angelo Lonati, che era l’ex braccio destro di Dario Scotti) e nelle sedi istituzionali difende il prodotto nazionale dalle importazioni cambogiane a dazio zero (passate da 5000 a 200000 tonnellate), ma intanto cerca di insediarsi nel Sud-Est asiatico, nell’eventualità che la clausola di salvaguardia non scatti e la risicoltura nazionale perda ancora migliaia di ettari. Il rapporto tra risicoltura e industria risiera è solido e profondo ma l’industria non può sopravvivere senza produzione nazionale (Francese l’ha fatto capire chiaramente in più d’una occasione) e i Sempio, famosi per il fiuto negli affari, stanno già trattando con il “nemico”. Una missione di tecnici è partita per l’Indonesia nelle scorse settimane, facendo tappa proprio in Cambogia. Francese ha detto di osservare «queste economie emergenti, in particolare la Cambogia per eventuali joint venture o investimenti diretti». Un avvertimento alla filiera italiana: se non si fermano le importazioni in fretta, l’industria si sfila e i grandi player non resteranno sicuramente indietro… Ma non è tutto. Secondo fonti ben informate, il gruppo Euricom avrebbe avviato delle trattative per avviare un’attività di produzione sul mercato russo e ucraino, dove sta cercando di penetrare Scotti: in questo caso, non si tratterebbe solo di riposizionarsi nella partita dell’Indica, ma di coltivare con tecniche “italiane” anche il riso japonica. (3.12.13)

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