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ROTTURA TRA CARESANA E IL DIRETTORE GENERALE

da | 1 Ago 2021 | NEWS

Dopo aver affrontato il problema politico e giudiziario di Est Sesia (leggi l’articolo), ci confrontiamo con il presidente dell’Associazione irrigua Giuseppe Caresana su quello dell’acqua, che quest’anno è stato oggetto di vibrate polemiche, riportate da Risoitaliano (leggi l’articolo). Ecco cosa risponde il presidente.

Presidente Caresana, come spiega le continue riduzioni, quest’anno 35% ad inizio giugno, nelle erogazioni del servizio irriguo di Est Sesia?

È indubbio che la pratica della semina interrata, enormemente diffusa negli ultimi anni, ha fatto emergere notevoli problemi alla rete di canali di Est Sesia, ma tale pratica è ormai una realtà consolidata e non reversibile. Il ritardo nella formazione delle colature e delle riproduzioni ha provocato le riduzioni di maggio e giugno scorsi, che sono state molto pesanti in aree ben determinate del comprensorio. Ma il tema non è stato trattato adeguatamente nei Consigli di Amministrazione in quanto tutto il tempo è stato assorbito da discussioni inutili su avvocati e procedure giuridiche che hanno prodotto ben poco. Devo aggiungere che la Direzione Generale non ha fornito un quadro preciso della distribuzione territoriale delle carenze, né sono state prospettate soluzioni o rimedi. Ma non è pensabile che si debba accettare passivamente quanto accade, senza dare risposte agli utenti in difficoltà.

Sta prendendo le distanze dal Direttore Generale?

Dico che non è sufficiente trattare il problema delle riduzioni parlando genericamente di “riduzione media sull’intera rete”, attribuendone la colpa alla semina interrata, come fin qui si è sentito. È questo il vero tema su cui avremmo dovuto concentrare le nostre attenzioni nei mesi scorsi! Così si è persa di vista la effettiva realtà! Ho raccolto personalmente testimonianze di colleghi agricoltori lomellini che hanno patito una riduzione del 70 % per più di una settimana. Noi amministratori siamo consapevoli degli sforzi del personale di campagna e degli Uffici di Zona. Tutti si sono prodigati in modo apprezzabile e hanno certo consentito di contenere i disagi o i danni. Ma è dalla Direzione Generale che ci saremmo aspettati altro. Non bastano sbrigative giustificazioni, individuando nei grandi lavori di ristrutturazione dei canali l’unica soluzione possibile. Occorre certamente pensare alla ristrutturazione del Canale Regina Elena, ma anche questo è un modo parziale di affrontare il problema, Occorre contemporaneamente pensare anche a completare la riforma dei diramatori e delle rogge e individuare dei nuovi sussidi e collegamenti tra canali principali e risorgive. Ma si tratta di soluzioni a lungo termine e che devono trovare spazio, si spera, nel PRRN.

Cosa si può fare, adesso, concretamente?

Nel concreto e nell’immediato, bisogna capire e circoscrivere le aree più critiche (sostanzialmente quelle dipendenti da risorgive e colature di monte) e individuare esattamente i canali che vanno in crisi per carenza di colature. Occorre verificare se e come la rete irrigua attuale può già oggi sussidiare le aree in forte riduzione, individuando piccoli interventi per nuovi collegamenti o per ampliare i sussidi già esistenti dai canali demaniali e dai navigli. Bisogna individuare le strozzature esistenti lungo i canali e che se non vengono eliminate impediscono di utilizzare una maggior disponibilità d’acqua alle fonti, a volte già disponibile oggi. Vanno anche riesaminate criticamente le modalità di distribuzione dell’acqua, individuando criteri straordinari da adottare nelle situazioni di emergenza che si sono verificate nei mesi scorsi. Questo ci si deve aspettare da una struttura capace e degna del prestigio tecnico che da sempre caratterizza Est Sesia.

Dica la verità: la rete irrigua di Est Sesia è adeguata?

Come testimoniato dai danni subiti dal Canale Cavour negli eventi alluvionali dello scorso ottobre, le nostre infrastrutture idraulico-irrigue hanno grande necessità di interventi di ristrutturazione per meglio fronteggiare gli eventi estremi che sempre più spesso interessano i nostri territori.  Ma gli eventi estremi purtroppo si manifestano anche con lunghi periodi di assenza di precipitazioni e di ridottissime disponibilità idriche. Negli scorsi anni si è ben evidenziato il grande e benefico ruolo a vantaggio del regime del Po in Emilia Romagna determinato dalla restituzione delle acque accumulate nelle falde e nel sottosuolo delle risaie piemontesi e lombarde.  Ritengo fondamentale mantenere, anzi migliorare, questo risultato, cercando ogni modo per mantenere una adeguata circolazione idrica in tutta la rete irrigua di Est Sesia. Le difficoltà degli scorsi 2 mesi, come già detto, devono spingere a trovare soluzioni a breve termine e soluzioni di più ampio respiro.

Cosa pensate di ottenere con la ristrutturazione del Canale Regina Elena?

È noto che il Regina Elena è alimentato dal fiume Ticino con le acque accumulate nel Lago Maggiore. Si è constatato che spesso in primavera il Regolatore dei livelli del lago è costretto a rilasciare notevoli portate in quanto l’altezza d’acqua del Lago ha raggiunto i valori massimi consentiti. Si tratta di acque che raggiungono il Po e poi l’Adriatico senza produrre alcun beneficio. L’obiettivo che ci si pone è quello di utilizzare parte di queste acque convogliandole nel Canale Elena che deve essere adeguato a poterle trasportare. Si tratterebbe di un intervento assolutamente privo di impatti sui criteri di riparto delle acque del Lago Maggiore e sull’ecosistema sia del Lago, sia del fiume Ticino. Mentre avrebbe l’enorme vantaggio di contribuire a ridurre l’impatto negativo delle tecniche di semina interrata del riso e alimentare quello che in realtà è un gigantesco bacino di accumulo rappresentato dalle falde acquifere al di sotto delle risaie.