RIDUZIONE DELLE SCORTE GLOBALI

Le stime del commercio mondiale nel 2020

Nel 2019, il commercio mondiale era sceso del 9% a 44,2 milioni di tonnellate da 48,5 milioni di tonnellate, nel 2018 a 44,2 milioni di tonnellate. Entro il 2020, invece, si stima che il commercio mondiale dovrebbe aumentare leggermente dello 0,8% a 44,5 milioni di tonnellate. Infatti, durante il mese di novembre il mercato ha registrato una maggiore attività, grazie soprattutto alle nuove richieste di importazione dal Giappone, dalla Cina, dalle Filippine e dal Bangladesh (che nel 2021 potrebbe tornato sul mercato delle importazioni), come confermato dal rapporto rapporto Osiriz, pubblicato con cadenza mensile e realizzato da Patricio Méndez del Villar, ricercatore presso il Centre de Coopération Internationale en Recherche Agronomique pour le Développement – CIRAD in Francia (www.cirad.fr). Il rapporto completo può essere scaricato solo dal sito www.infoarroz.org

Questo aumento andrà principalmente a beneficio dell‘India, il primo esportatore mondiale, con una netta ripresa delle vendite all’estero grazie a prezzi più competitivi. A parte le Filippine, in effetti, gli altri importatori asiatici hanno ridotto le loro richieste di importazione.

Importazioni africane in discesa

Anche le importazioni africane sono scese, puntando a 16,7 milioni di tonnellate contro i 16,9 milioni di tonnellate del 2018. Le esportazioni thailandesi, invece, vedranno un significativo calo del 30%, il livello più basso degli ultimi vent’anni. Il Vietnam, le cui vendite potrebbero diminuire del 15%, passerebbe comunque al secondo posto come esportatore globale, superando per la prima volta la Thailandia.

Le prime proiezioni per il 2021 indicano, però, una significativa ripresa del commercio mondiale dal 7% a 47,6 Mt, ovvero 3 milioni di tonnellate in più rispetto al 2020. Si prevede una forte domanda di importazioni dai Paesi africani, in particolare da Nigeria, Costa d’Avorio e Senegal. Questa ripresa del commercio mondiale dovrebbe andare a beneficio di tutti gli esportatori mondiali, ad eccezione del Mercosur e degli Stati Uniti.

Scorte di riso su scala globale

Le scorte mondiali di riso alla fine del 2019 erano aumentate del 5% a 185,1 milioni di tonnellate contro i 176,4 milioni di tonnellate del 2018, raggiungendo il livello storico più alto. Le stime per il 2020 indicano, invece, una riduzione dell’1,8% a 181,8 milioni di tonnellate. Queste riserve rappresentano il 36% del fabbisogno mondiale. Una contrazione che si vedrà soprattutto in Cina, le  cui riserve rimangono comunque relativamente elevate, e corrispondono al 70% del consumo annuo.

D’altra parte, le riserve dei paesi esportatori dovrebbero aumentare nuovamente nel 2020/2021 a 46 milioni di tonnellate, pari al 30% delle scorte globali. Per contro, si stima che le scorte nei paesi importatori si ridurranno, soprattutto nei paesi africani. Autore: Marialuisa La Pietra

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