LA CINA RESTA LONTANA DAL RISOTTO

L'Airi: «La firma del protocollo non  permetterà di vendere subito il nostro riso»
Mario Francese, presidente Airi

L’Associazione delle industrie risiere smorza gli entusiasmi, dopo l’annuncio dell’accordo con la Cina dato dall’Ente Risi: «L’ambasciatore italiano a Pechino Luca Ferrari ha firmato ieri l’accordo con l’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese (avviso) che consentirà di esportare in Cina il riso italiano, in particolare quello tipico da risotto – scrive il presidente Mario Francese -. La firma del protocollo in questo momento assume un grande valore sia perché giunge nonostante il periodo drammatico che stiamo vivendo sia perché apre alla opportunità commerciale per l’Italia di esportare le proprie varietà tipiche nel paese più popoloso del mondo.

L’accordo con la Cina rappresenta il compimento di un percoso durato nove anni, fortemente voluto dall’allora presidente di AIRI, Mario Preve, e tenacemente perseguito dall’attuale presidente Mario Francese, grazie alle trattative e negoziati del nostro Ministero per le Politiche Agricole e delle nostre rappresentanze diplomatiche, con il contributo tecnico dell’Ente Nazionale Risi. E’ bene sottolineare che la firma del protocollo non  permetterà di vendere subito il nostro riso. La vendita avrà inizio dopo che una delegazione di funzionari cinesi,al termine dell’emergenza sanitaria, verificherà con un soppraluogo in Italia il rispetto del protocollo

Airi è grata ai ministri Martina e Centinaio prima e alla ministra Bellanova, che tenendo fede alle promesse fatte al nostro Presidente nel novembre scorso, avrebbe dovuto partire il 3 febbraio alla volta della Cina per firmare il protocollo, quando le prime limitazioni dei voli per il diffondersi dell’epidemia coronavirus la costrinsero a sospendere la missione. 

La successiva evoluzione drammatica del corona virus non lasciava sperare in una soluzione a breve dell’iniziativa. Invece, grazie all’attenzione dei Ministri Di Maio e Bellanova, il nostro Ambasciatore a Pechino, grazie anche al clima di collaborazione tra i due Paesi a seguito degli accordi siglati un anno fa tra Conte e Xi Jinping per “la nuova via della seta”, è riuscito ieri a convincere l’Amministrazione delle Dogane cinesi a siglare l’accordo. Non siamo di fronte a un semplice accordo commerciale perché riuscire ad esportare riso in un Paese dove il termine riso è sinonimo di cibo ci deve inorgoglire come Nazione. È la metafora di due Paesi che in questo momento difficile scelgono la via della cooperazione guardando avanti».

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