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L’UOVO DI PASQUA E’ LUNGO B

da | 29 Mar 2024 | NEWS

Turchi

L’ultima seduta di borsa prima del weekend di Pasqua conferma il clima prefestivo registrato nelle sedute di inizio settimana (leggi). Pochi operatori presenti e pochi scambi conclusi, con la mancata emissione del bollettino per assenza di numero legale in commissione prezzi.

OLTRE 37 MILA TONNELLATE TRASFERITE IN 7 GIORNI

L’industria continua a mostrarsi maggiormente concentrata sul ritiro della merce acquistata. Nell’ultima settimana 37.424 sono state le tonnellate di merce grezza trasferite dalle cascine agli impianti di trasformazione. Questo valore, se fosse la media, richiederebbe una produzione pari a quasi 2 mln di tonnellate, 1/3 in più dell’attuale. Quantità elevata che testimoniano un buon periodo per l’attività delle riserie, capaci di collocare con agilità la merce su diversi mercati. Il prodotto ritirato negli ultimi sette giorni, com’è noto, non scaturisce dagli affari conclusi in settimana. Dal suo andamento, tuttavia, si può evincere quali siano i comparti dove la disponibilità vendibile rischia di essere sovrabbondante rispetto al consumo. Questa potrebbe portare ad avere riporti nella prossima campagna, creando difficoltà di mercato nei comparti coinvolti. Ancor di più laddove la produzione si prevede possa crescere alla luce di un maggior investimento alla semina.

I numeri che conosciamo oggi sono ancora in divenire, anche considerando il tempo avverso alle lavorazioni che potrebbe cambiare i piani degli agricoltori. La recente previsione proposta da Corteva di una semina al 78% in asciutta (leggi), potrebbe essere disattesa o si potrebbero modificare le scelte varietali, alla ricerca di risi con ciclo breve per semine tardive.

I RISOTTI CONTINUANO A PREOCCUPARE DI PIÙ

Partiamo dai lunghi A. Nel mercato interno per i gruppi S. Andrea e Baldo non ci sono grosse preoccupazioni, forse solo le prospettive di semina potrebbero portare ad un calo nelle valutazioni della prossima campagna ma, ribadiamo, è ancora tutto da definire. Da qui a settembre si prevede quantomeno un prezzo stabile. Il collocamento è proceduto al meglio, si è trasferito tra il 67% ed il 69% della merce e venduta una fetta ancor più considerevole, per cui difficilmente si avranno giacenze. Carnaroli e Arborio sono i gruppi che destano più timori, con disponibilità trasferibili oltre il 40% e prospettive di semina in linea con l’ultima campagna, dove l’eccessiva produzione ha portato ai prezzi meno premianti odierni. Ciò nonostante si parli di varietà meno produttive e solitamente più apprezzate.

Pur registrando un buon quantitativo trasferito e prospettive di semina in crollo, tali dinamiche ledono anche il gruppo Roma, strettamente legato al mercato dei due risi da risotto. Per questo mercato, in generale, il rischio di avere giacenze c’è. Per i risi da parboiled la spada di Damocle sono le prospettive di semina, che si prevedono in fortissimo aumento. Anche i quantitativi trasferibili sono ancora elevati rispetto alla media degli ultimi 3 anni ma ci si augura che il prezzo attuale, che pare essere appetibile per i compratori per lo più esteri, permetta di collocare tutto il risone rimanente in modo da partire “leggeri” ed evitando deprezzamenti.

SUSHI E LUNGHI B IN RAMPA DI LANCIO?

Passando ai tondi si nota una decisa spaccatura tra i risi da sushi, molto trasferiti e richiesti, con previsioni di semina in deciso calo, ed i generici. Questi sono i meno trasferiti di tutti, la giacenza attuale è di poco inferiore al 45% del raccolto, poco richiesti sul mercato e con previsioni di investimento in aumento. Si rischia dunque di partire con giacenze elevate ed avere raccolti maggiori, causando un surplus di offerta che potrebbe ledere quotazioni che già oggi sono le più basse in alcune declinazioni. Per Selenio e Centauro al contrario le tensioni sono rialziste ma per ora senza effetti pratici.

Passando ai lunghi B in questo momento tutti gli indicatori fanno pensare ad un prezzo che possa consolidarsi se non crescere, nonostante sia già oggi alla pari con risi dal potenziale produttivo decisamente meno importante e con maggiori fragilità agronomiche. Dall’estero continua ad arrivare meno riso rispetto agli anni passati, pur considerando la crescita del confezionato che preoccupa l’industria. Le previsioni di semina sono in calo ed il quantitativo trasferibile è poco più del 30% del raccolto, lasciando intendere che anche la merce vendibile è ormai poca. Ciò fa da contro altare ad una domanda che continua ad essere molto presente per questi risi, alla luce anche di un consumo italiano e comunitario in aumento. Autore: Ezio Bosso. risotti

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