PRIMI DATI SUL RACCOLTO DI RISO

I primi dati dell'Ente Nazionale Risi parlano di una produzione maggiore che se si concentrerà sui tondi

Ci aspetta un raccolto nella norma ma tendenzialmente abbondante, secondo i dati dell’Ente Risi. Le superfici seminate a riso hanno visto un incremento di 7700 ettari(+3.5%) rispetto alla scorsa stagione, come risulta dalla seconda stima provvisoria della superficie seminata a riso nel 2020, suddivisa per gruppi varietali, elaborata sulla scorta delle denunce di superficie pervenute dai risicoltori fino al 31 agosto. Si raccoglierà più Tondo, che ha visto un incremento di circa 13150 ettari(+24,4%), a fronte di un calo di circa 10.450 ettari per i Lunghi B (-19,8%) e di un incremento di circa 5.000 ettari, per i Lunghi A (+4,8%), mentre i Medi si attestano sul livello del 2019. Dai dati rilevati a fine agosto dal Servizio Assistenza Tecnica dell’Ente Nazionale Risi emerge un quadro dei raccolti 2020 nella norma, con avvio della mietitura previsto quasi ovunque per la metà di settembre. Si rileva generalmente anche una presenza diffusa e significativa di infestanti, soprattutto graminacee, ciperacee e poligonacee, sempre più resistenti ai principi attivi in grado di controllarle e favorite, in alcuni casi, dalla scarsa efficacia dei trattamenti di presemina e di pre emergenza. Si registrano invece solo localmente danni di origine meteorologica e dovuti a carenze idriche. Vediamo ora nel dettaglio le situazioni nei diversi areali risicoli. (Continua dopo la foto)

Sezione di Novara (provincia di Novara)

Generalmente le coltivazioni si presentano ben sviluppate e  con investimenti uniformi. Si rileva tuttavia una diffusa complessità nella gestione delle infestanti, che presentano una composizione floristica sempre più variegata. Se le alismatacee sono state regolarmente controllate con Florpyrauxifen-benzyl, oltre alla presenza diffusa e particolarmente evidente di giavoni spp, riso crodo e poligonacee soprattutto nei casi di semine interrate, si è registrato un aumento diffuso di infestanti ciperacee, sempre più difficilmente controllate da solfoniluree ed ormonici. Di nuova emersione in pieno campo la ciperacea Eleocaris spp., da sempre considerata d’importanza marginale. Solo problematiche sporadiche, invece, per quanto riguarda il controllo di brusone ed elmintosporiosi, grazie alla regolare esecuzione dei trattamenti fungicidi.

Sezione di Pavia (provincia di Pavia, Milano e Lodi)

In fase di fioritura si sono rilevate difformità dovute a semine tardive, nella seconda decade di agosto. Fortemente aggressivi sono stati il riso crodo, germinato tardivamente e sfuggito al controllo dei trattamenti pre-semina, il giavone spp., le ciperacee spp., e le poligonacee spp., favorite dalla carenza di acqua irrigua a fine stagione. Ha fatto capolino anche la piricularia, che in alcuni casi provocherà cali produttivi. Interessate da danni meteorologici di origine grandinigena solo la zona di Casorate Primo e Motta Visconti. La Sezione di Pavia ha visto, nel 2020, un aumento delle superfici a riso, grazie a condizioni di mercato sfavorevoli per le colture alternative e prosegue la sperimentazione della pacciamatura con film plastico biodegradabile. Guardando specificamente alla Lomellina, appaiono promettenti le varietà seminate ad aprile, cioè gli Indica e gli ibridi, a fronte di uno stadio di sviluppo è molto variabile sull’intera area a causa dell’ampia epoca di semina. Grave l’incidenza delle infestanti, soprattutto ciperacee e situazione incerta per i risi fioriti nella terza decade di luglio, a causa del brusco calo termico, con casi di sterilità nell’area di Vigevano. 

Sezione di Vercelli (Regione Piemonte esclusa la provincia di Novara)

Si sono rilevati generalmente buoni investimenti, con andamento del ciclo nella norma, emergenza piuttosto rapida e uniforme ed accestimento, levata e granigione favorite da temperature alte e costanti. Per i cicli medi seminati in anticipo, le operazioni di raccolta sono iniziate entro la prima settimana di settembre, mentre dopo il 20 settembre inizierà la raccolta più diffusa. Le coltivazioni che si trovavano in allineamento collari tra il 13 e il 16 luglio presentano alcune manifestazioni di colatura apicale e/o qualche aborto fiorale. Elevatissimi la diffusione e il numero di spore di brusone, i cui danni sono stati generalmente limitati grazie alle alte temperature di luglio e agosto e grazie ai trattamenti fungicidi preventivi. Anche a Vercelli si sono rilevate, su circa 2/3 della superficie risicola, forti e diffuse infestazioni di riso crodo e giavone. Si segnala mancanza di acqua per la sommersione nel Basso Vercellese e nella zona della Baraggia. 

Sezione di Codigoro (Province di Ferrara, Rovigo, Mantova, Verona, Oristano)

La situazione non è uniforme nei vari areali risicoli, ma il quadro è sostanzialmente positivo e l’inizio della raccolta è previsto per il 25 ssettembre. Le regolari rotazioni colturali hanno garantito un buon livello di controllo delle malerbe, anche se si rileva diffusa complessità nel controllo dei giavoni e, per il primo anno, di Bidens spp.. Autore: Milena Zarbà

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Risicoltura
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