PAC ALLA TEDESCA

Analizziamo la linea della presidenza emersa durante l'ultimo consiglio agricolo

Il Consiglio Agricoltura dell’Ue si è riunito lunedì sotto la Presidenza tedesca. I ministri dell’Agricoltura degli Stati membri si sono confrontati sulla proposta di regolamento sui piani strategici della Pac. L’esame del regolamento va di pari passo con l’analisi del regolamento transitorio. A tale riguardo, la Commissione europea ha proposto la proroga di un solo anno delle attuali regole, fino al 31 dicembre 2021. Parlamento europeo e Consiglio dell’UE tuttavia hanno avanzato la richiesta di estendere il periodo di validità delle norme alla fine del 2022.

La Commissione potrebbe accettare una proroga di due anni unicamente sulla base dell’impegno all’aumento della “componente verde” nell’ambito delle regole sul transitorio anticipando così al 2021 l’utilizzo dei 7,5 miliardi di euro dei fondi del Recovery Plan assegnati allo sviluppo rurale. Su tale elemento Parlamento europeo e Consiglio dovrebbero raggiungere un accordo definitivo entro il mese di novembre affinché il regolamento transitorio possa entrare in vigore il 1° gennaio 2021.

Accordo entro ottobre per la nuova PAC?

Mentre, per quanto concerne la nuova PAC, che partirà dal 2023, il Parlamento europeo dovrebbe votare la propria posizione nella Plenaria di ottobre, da parte del Consiglio, la presidenza tedesca ha l’ambizione di raggiungere un accordo per un approccio generale nella prossima sessione del Consiglio  di ottobre. Solo dopo potranno iniziare i triloghi tra le due istituzioni per un accordo finale sulla nuova PAC nei primi mesi del 2021.

Nel corso del Consiglio agricoltura di lunedì, i Ministri dell’agricoltura dell’UE hanno approfondito i seguenti punti della Pac: architettura verde, pagamenti diretti agli agricoltori e modello di esecuzione.Nel corso del dibattito, il ministro Bellanova ha detto che l’Italia non è favorevole a stabilire una percentuale minima per il finanziamento dell’eco-regime, per lasciare la necessaria flessibilità di scelta agli Stati membri. Il Ministro ha ribadito la sua proposta nel contesto della gestione del rischio per un fondo di mutualizzazione, pubblico o privato, da collocare nel primo pilastro, per fare fronte ai danni da catastrofi naturali. Inoltre, ha sottolineato che il new delivery model deve contemplare la necessaria autonomia gestionale per le regioni almeno per quanto riguarda lo sviluppo rurale. 

Le proposte sulla riforma della PAC

Allo stato attuale, la presidenza tedesca ha avanzato le seguenti proposte sulla riforma della Pac: gli Stati membri dovrebbero aumentare il contributo ambientale e climatico della PAC. Molti Stati membri non sono d’accordo se non vi è una adeguata dotazione di bilancio. L’accordo raggiunto al Consiglio europeo del 21 luglio 2020 istituisce una maggior flessibilità tra i due pilastri della PAC consentendo agli Stati membri di trasferire fino al 42% dei fondi dal primo al secondo pilastro, di cui il 15% esclusivamente a fini ambientali e climatici (25% + 15% + 2%). La Presidenza tedesca considera gli eco-schemi strumenti chiave per aumentare l’ambizione ambientale e climatica della PAC. Nelle discussioni tra gli Stati membri sono emerse diverse posizioni sia per quanto riguarda la natura obbligatoria nonché per quanto riguarda un budget minimo per gli eco-programmi.

La preoccupazione generale deriva dal fatto che gli importi non spesi potrebbero andare persi se la spesa realizzata non corrispondesse al dotazione finanziaria minima prefissata. La Presidenza ritiene possibile stabilire una dotazione minima fornendo nel contempo sufficiente flessibilità finanziaria agli Stati membri per evitare la perdita dei fondi non spesi. In sintesi, la proposta della Presidenza per gli eco-schemi prevede una applicazione obbligatoria per gli Stati membri, una istituzione di un budget minimo, la flessibilità finanziaria, soprattutto in una fase iniziale. La Presidenza propone, per i primi due anni (2023 e 2024), una flessibilità finanziaria in modo che i fondi non utilizzati dell’eco-schema possano essere destinati per altri interventi nei pagamenti diretti. Negli anni successivi, in seguito ad una sufficiente esperienza, dovrà essere stabilita una dotazione finanziaria spesa minima per le misure degli eco-schemi anche attraverso una revisione del piano strategico della PAC. Sempre in materia di flessibilità, la Presidenza propone un margine di manovra sufficiente nella variazione degli importi unitari che dipende anche dal fatto che i pagamenti nell’ambito degli eco-regimi siano concessi come sostegno addizionale al reddito o come compensazione per i maggiori costi e il mancato guadagno. Quest’ultimo elemento consentirebbe una flessibilità notevolmente maggiore.

Un’ambiziosa condizionalità

La Presidenza ritiene che per ottenere prestazioni ambientali più elevate sia necessaria un’ambiziosa condizionalità. Nell’ultima riunione del Consiglio la maggioranza degli Stati membri ha sostenuto l’introduzione di una quota di superficie minima con caratteristiche produttive / non produttive uniformi delle superfici a seminativo, per riflettere maggiori ambizioni ambientali e climatiche in considerazione della diversa situazione all’interno degli Stati membri. Di conseguenza, la Presidenza propone di aumentare la percentuale minima attualmente al 5% delle superfici (riferita ai seminativi) e per gli Stati membri che desiderano considerare esclusivamente superfici non produttive la quota minima potrebbe essere inferiore (3%). Par quanto riguarda i piccoli agricoltori, la Presidenza afferma che la maggior parte degli Stati sono a favore dell’applicazione delle regole della condizionalità anche a questa categoria.

Al fine di riflettere la natura specifica delle piccole aziende, il gruppo di lavoro del Consiglio sta attualmente discutendo i dettagli riguardanti disposizioni specifiche nel contesto dei controlli e delle sanzioni. La Presidenza considera sia necessario un sistema di indicatori chiaro e realizzabile per garantirne il successo del New Delivery Model, che è il nuovo modello di attuazione della Pac: in pratica, si passerà da una politica basata sulla conformità alle norme ad una politica basata sull’efficacia dell’attuazione, ma la Commissione ha bisogno di informazioni e dati sufficienti per effettuare la revisione dei risultati e monitorare l’attuazione della PAC e gli Stati membri hanno bisogno di certezze riguardo alla metodologia e al calcolo degli indicatori, dei quali si sta ancora discutendo. A seguito del dibattito, la Presidenza produrrà un documento finale per un approccio generale del Consiglio con l’obiettivo di portarlo in approvazione nella sessione del 19-20 ottobre 2020.

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