ISTRUZIONI PER DISERBARE SENZA INQUINARE

Paolo Balsari (Università di Torino) parla di botti e deriva

Proseguiamo l’analisi del progetto Innovaweedrice – Tecniche innovative per il controllo delle infestanti in risaia dell’Ente Nazionale Risi, sintetizzando l’opinione espressa durante la presentazione dal professor Paolo Balsari , dell’Università degli Studi di Torino, il quale è intervenuto sul tema dell’inquinamento puntiforme e della deriva, presentando alcune pratiche e strumenti operativi per la prevenzione dell’inquinamento da agrofarmaci. Ha spiegato: «Il 50% dell’inquinamento da fitofarmaci deriva dall’inquinamento puntiforme mentre meno del 5% dalla deriva, che tuttavia viene molto presa in considerazione da media, opinione pubblica e, di conseguenza, legislatore. Riguardo al primo, sappiamo che esso è relativo a tutte le fasi preparatorie e finali dell’irrorazione, ad esempio lavando la botte in cascina sempre nello stesso punto si favorisce un forte inquinamento della falda, non lasciando il tempo alle molecole di disperdersi ed accumulandone sempre nello stesso punto. Riguardo all’inserimento dei prodotti nella botte ed al lavaggio delle taniche, esistono meccanismi che permettono la massima sicurezza durante la loro attuazione che mi auguro vengano resi obbligatori nel prossimo Pan. Anche circa la miscela residua nel serbatoio dobbiamo affidarci alle innovazione tecnologiche (le nuove botti prevedono meccanismi capaci di ridurre al minimo questa quantità) per far si che queste siano ininfluenti a livello ambientale.

Tornando al lavaggio, la normativa prevede che le botti abbiano i mezzi utili al loro lavaggio interno tra le dotazioni obbligatorie, anche se spesso nella pratica ciò non avviene in modo corretto. Esistono anche modifiche che permettono il lavaggio completo in loco (che sarebbe meglio effettuare con mezzi ad alta pressione e detersivi appropriati), una pratica virtuosa capace di ridurre l’inquinamento puntiforme nell’area lavaggio della cascina, sopracitato. In conclusione, per prevenire l’inquinamento puntiforme dobbiamo: minimizzare la miscela residua, prestare attenzione nella preparazione della botte ed effettuare la pulizia interna ed esterna direttamente in campo (senza contaminare i corsi d’acqua)o su aree appositamente costruite. Riguardo alla deriva, si tratta di un argomento sul quale vi è una grande sensibilità pubblica. Per contenerla dobbiamo: evitare di trattare in condizioni di vento elevato, utilizzare tecniche di applicazione idonea, sceglier ugelli adatti e utilizzare macchine irroratrici perfettamente tarate. Per raggiungere questi obbiettivi uno degli strumenti più utili sono gli ugelli anti deriva, che ritengo debbano essere resi obbligatori, così come l’ugello di fine barra, già obbligatorio in molti paesi europei». Autore: Ezio Bosso

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