IL MINISTRO VUOLE UNA FERRARI

Centinaio inaugura la Fiera in Campo e accusa Martina di avergli lasciato un'agricoltura malconcia

È iniziata stamane la 42esima Fiera in Campo, con il ministro Centinaio, un salone gremito e uno splendido sole che fa ben sperare per le prove in campo del week end. La tavola rotonda è stata dedicata alla Pac ed è stata aperta dal Presidente di ANGA Vercelli e Biella, ente organizzatore della manifestazione, Giorgio Greppi, mentre il moderatore della discussione è stato il Presidente di ANGA Nazionale, Raffaele Maiorano. Il primo a intervenire sul tema è stato Vincenzo Lenucci, Direttore area economica di Confagricoltura, che ha messo a confronto la PAC di oggi e quella del futuro, passando poi la parola a Luigi Saviolo, Presidente di ANGA Piemonte,  che ha posto l’accento sul rapporto tra i giovani e l’agricoltura. Presentando la fiera al Ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Senatore Gian Marco Centinaio, e al Presidente di Confagricoltura Nazionale, Massimiliano Giansanti, Greppi ha ricordato che «Fiera in Campo nasce da una brillante idea del presidente di ANGA nel 1977, Gianmario Delsignore, che voleva creare una fiera dove i mezzi più innovativi fossero testati oltre che esposti. Oggi abbiamo portato questa manifestazione ad un livello davvero internazionale, avendo 143 espositori da ogni parte d’Italia ed d’Europa, riuscendo ad avere la partecipazione del Ministro, ma mantenendo intatto l’obbiettivo iniziale, continuando a puntare principalmente sulle prove in campo, nostro fiore all’occhiello, con 48 ha di terreno dedicati».

Giansanti pensa a un sistema blockchain

Giansanti ha quindi ringraziato Centinaio per aver portato a termine la clausola di salvaguardia e ha aggiunto: «Ora non dobbiamo però pensare che sia finita qui, nei prossimi 3 anni dobbiamo riorganizzare la produzione risicola in modo da non trovarci nella stessa posizione dopo questo periodo di tempo “protetto” che ci ha concesso l’UE, dobbiamo diventare più competitivi sul mercato, essere lungimiranti e organizzare meglio le semine». Chiaro riferimento alla tendenza conclamata dei risicoltori di seminare tondo e lungo A invece del lungo B per cui è stata concessa la clausola. Parlando di innovazione, ha spiegato che con la rivoluzione digitale «i ricavi e diminuiscono le spese, migliorando chiaramente il bilancio aziendale, che rimane il motivo d’essere di ogni impresa, dunque anche di quelle agricole. Anche l’economia a valle sarà fondamentale, il rapporto con l’industria deve diventare più solido, l’agricoltura deve trovare una sorta di sistema blockchain (la blockchain è un registro digitale condiviso sul molti server e pertanto sicuro e immutabile; NDR) per poter creare un legame più stretto con i trasformatori dei nostri prodotti, promuovendo e valorizzando in modo corretto il lavoro che si fa in campagna, facendo riconoscere al consumatore il suo valore aggiunto. Altro problema è l’assenza dei nostri prodotti in mercati che richiedono il prodotto italiano, il valore del Made in Italy è straordinario e richiesto ovunque, dobbiamo produrre di più e meglio per poter essere presenti in ogni mercato, facendo fronte comune per portare avanti i nostri ideali. Ci attendono dunque sfide importanti, ci servono istituzioni che sappiano mettere al centro l’agricoltura e gli agricoltori, ricordando che il comparto agroalimentare è il primo comparto nazionale e richiede la giusta attenzione da parte delle istituzioni, concreta e non solo verbale, come quella che abbiamo visto scorrere nel tempo da parte di chi si siede su quella sieda. La macchina governativa deve diventare più snella, senza dover passare ogni volta dai 20 o più assessori regionali all’agricoltura per le programmazioni, a noi ne serve una ben fatta che sappia risolvere i problemi direttamente. Per chiudere una battuta sulla PAC, venendo qui stavo discutendo dell’attacco profondo fatto al contributo da parte delle associazioni ambientaliste, questo è un grosso problema perché consegna al consumatore un’immagine negativa di questo aiuto economico, fondamentale per l’economia non solo agricola, dando una spinta complessiva a tutti i mercati poiché inserisce soldi dal basso e permette che i beni primari abbiano prezzi accessibili, distribuendo risorse economiche. Essa è definita Politica Agricola Comunitaria, non Politica Ambientale, è basata sulla produzione di beni primari, rispettando l’ambiente certamente, ma non deve cambiare il suo target e deve valutare le diverse economie nazionali».

Centinaio: troppi tagli alla Pac

Ha preso dunque la parola il Senatore Gian Marco Centinaio, che  ha spiegato: «Ringrazio dell’invito, in questo territorio mi sento a casa essendo molto vicino alla mia città natale Pavia, simile sotto molti aspetti. Ho ricevuto in eredità dal precedente Ministro una situazione a dir poco intricata, ricca di questioni irrisolte, noi abbiamo tirato una linea e siamo ripartiti pensando esclusivamente agli agricoltori, senza legarci a nessuna bandiera. In questi primi 8 mesi abbiamo tamponato i buchi lasciati dalla precedente amministrazione, raggiungendo molti risultati e lavorando di squadra, come la Clausola ottenuta di recente. Ora stiamo combattendo sull’accoppiato, cercando di incrementare questa voce nella prossima PAC, e credo che la battaglia stia proseguendo nel migliore dei  modi. L’Europa ci ha sfidato nei prossimi 3 anni, dobbiamo riuscire a non perdere questa sfida perché, se così fosse, dopo questo periodo di tempo la concessione non verrà rinnovata. Cercheremo di aprire nuove porte, come stiamo facendo con la Cina su cui stiamo lavorando, ma possiamo aprire anche altri mercati e cogliere le occasioni che abbiamo.  L’innovazione è fondamentale, i giovani agricoltori sembrano avere una preparazione migliore dei loro predecessori e con loro dobbiamo puntare ad una agricoltura moderna e tecnologica sotto tutti i punti di vista. La politica del Ministero voglio che vada in questa direzione, attraverso una strategia ben strutturata che non punti a risolvere le emergenze  ma che abbia obbiettivi a medio lungo termine e lavori concretamente ed unitamente per soddisfarli, coinvolgendo le aziende in modo più diretto e comprendendo tutti gli attori di filiera in ogni ambito. Questo è il mio obbiettivo, che punto a concretizzare entro fine anno. Abbiamo unito, inoltre, agricoltura e turismo, facendo storcere il naso a Martina e Franceschini, poiché vi sono moltissimi turisti che vengono in Italia per i paesaggi e l’enogastronomia, constatando che può essere un’occasione per uno sviluppo rurale concreto. Tutto questo deve rientrare nella PAC; ho visto di recente il commissario Hogan (Phil Hogan, Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale nella Commissione Juncker. NDR) con cui ho parlato di PAC, dicendo che non si può pensare a tagli così ingenti per un settore fondamentale per l’economia europea; io gli esposto le mie perplessità anche sui futuri aumenti di burocrazia che sembrano esserci all’orizzonte e, infine, gli ho ricordato che non possiamo chiedere agli agricoltori di pensare all’ambiente, avere più burocrazia, essere meno tutelato del consumatore, produrre beni di maggiore qualità e contemporaneamente tagliare i contributi che lo riguardano  e i prezzi di mercato. Per questo lavoreremo per tutelare e promuovere l’agricoltura italiana e quella europea, con impegni concreti che porteremo avanti con dedizione e praticità. Ho avuto in eredità una Ferrari bellissima che i miei predecessori hanno riempito di sabbia, sto lavorando per ripulirla». (Nella foto, il taglio del nastro) Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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