IL MINISTRO SU CHE TAVOLO GIOCA?

Confagricoltura chiede a Centinaio di mantenere le promesse fatte a Vercelli e Novara

Confagricoltura preme per un “Piano Marshall” per lo sviluppo della filiera risicola italiana, come promesso ai risicoltori dal Ministro Centinaio. Lo ha chiesto il presidente dell’Unione provinciale di Vercelli Giovanni Perinotti. Il modello è il Piano Proteico Nazionale, ma anche un altro schema andrebbe bene, purché si arrivasse finalmente a una svolta, dopo anni di crisi e stagnazione del mercato.

Le pressioni

Le pressioni di Confagricoltura sono dirette a ricordare al Ministro che ogni promessa è debito, nell’eventualità che Centinaio si fosse illuso di parlare a una categoria di smemorati. Non è così: i risicoltori, a tutti i livelli, cercano di uscire dal circolo vizioso delle semine “emotive”, quelle che seguono pedissequamente l’andamento dei listini, concentrandosi ora sul tondo, ora sul Carnaroli. Per orientare queste scelte secondo il mercato, il ministro ha promesso un tavolo che c’è già. L’ha istituito il ministro Catania nel 2012 e non ha mai funzionato. Prima di allora, il riso veniva “gestito” attraverso il tavolo cerealicolo.

L’obiettivo

L’obiettivo – mancato finora – è di organizzare la produzione in modo che i risicoltori, seminando troppo o troppo poco, non si ritrovino di anno in anno a far la coda al tavolo dell’industria con il cappello in mano. Il tavolo, quindi, teoricamente è utile. Servirebbe anche a definire i punti della prossima programmazione della Pac e, come ha proposto il forum europeo del riso promosso dall’Ente Risi, a premere per una modifica del regolamento 978, allo scopo di creare un automatismo della clausola di salvaguardia o permettere che scatti su richiesta dell’agricoltura (ora, come si sa, è adottabile solo in caso di danni alla produzione industriale). Infine, al famoso tavolo si potrebbe discutere di promozione…

La consulta

Forse troppa carne al fuoco. Basterebbe un solo risultato: varare un’organizzazione di agricoltori capace di programmare le semine secondo la domanda di mercato e possibilmente concentrare l’offerta. Sarebbe un risultato epocale, in un tempo di divisioni sindacali. Intanto, il 7 febbraio, si riunisce la consulta risicola nazionale: si parlarà, ça va sans dire, di semine. Autore: Paolo Viana

 

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Risicoltura
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