HAI GLI UGELLI ANTIDERIVA?

Le indicazioni del Par della Lombardia sono chiare in materia di mitigazione dell'inquinamento

L’utilizzo di ugelli antideriva ad iniezione d’aria nelle macchine irroratrici è oggi quasi sempre praticabile e garantisce una consistente riduzione della deriva: non a caso, il Par approvato dalla regione Lombardia prevede l’utilizzo di tali strumenti. Utilizzo che dev’essere accompagnato da un controllo della pressione di esercizio: per quelli a iniezione d’aria l’impiego di elevate pressioni (>8 bar) vanifica l’azione antideriva. Tenuto conto delle diverse condizioni di funzionalità e manutenzione delle macchine operatrici oggi in uso, si può concludere che sulle barre irroratrici gli ugelli antideriva ad iniezione d’aria riducono la deriva almeno del 50%. I prodotti coadiuvanti possono avere anche un’azione antideriva, legata ad un incremento della dimensione delle gocce erogate dagli ugelli. Per essere identificato come antideriva, un coadiuvante deve essere registrato seguendo la linea guida pubblicata dal Ministero della Salute per l’autorizzazione all’immissione in commercio e all’impiego dei coadiuvanti di prodotti fitosanitari. In particolare il prodotto deve essere sottoposto a prove comparative di misura in campo ed in laboratorio per documentarne l’azione di riduzione della deriva. Occorre, inoltre, indicare in etichetta la tipologia di ugelli e gli intervalli di pressione di esercizio per i quali il coadiuvante esercita un effetto antideriva, rispetto all’impiego della miscela convenzionale senza coadiuvante o di acqua pura. Registrati con funzione antideriva riducono la deriva almeno del 50%. Li ha studiati approfonditamente il DISAFA dell’Università di Torino, impiegando un coadiuvante dei sali rameici a base di olio vegetale che ha consentito di ridurre la sensibilità alla deriva delle gocce erogate di oltre il 50% rispetto all’impiego di acqua pura.

Le tipologie di ugelli

Secondo i recenti studi, sulle barre irroratrici, in particolare per le applicazioni su terreno nudo, possono essere impiegati ugelli a polverizzazione idraulica nei quali le gocce generate sono indirizzate verso un piccolo deflettore posto all’interno del corpo dell’ugello e rimbalzano verso il terreno. Questo tipo di ugelli, caratterizzati da un angolo di apertura del getto più ampio (150°) rispetto a quello degli ugelli a fessura convenzionali (110°), devono essere alimentati con pressioni di esercizio contenute, non superiori a 3 bar, e generano gocce di dimensioni grossolane e dotate di scarsa energia cinetica, meno sensibili alla deriva rispetto a quelle erogate dagli ugelli convenzionali di pari portata a fessura o a turbolenza. Nelle irroratrici equipaggiate con ugelli a polverizzazione idraulica, un flusso d’aria convogliato in una manica gonfiabile permette di orientare il flusso di gocce verso il basso, aumentando la quantità di prodotto fitosanitario diretto verso il bersaglio e riducendo la deriva, grazie alla riduzione della scia di gocce che rimangono sospese in aria dietro la barra. Occorre precisare che l’impiego della manica d’aria in funzione antideriva risulta efficace in presenza di vento che soffia in direzione opposta a quella di avanzamento e, soprattutto, solo in presenza di una coltura già sviluppata. L’azionamento della manica d’aria su terreno nudo è invece da evitare, poichè provoca una notevole turbolenza nell’intorno della barra irroratrice e può perfino generare più deriva rispetto alla barra convenzionale. L’informazione è’ fondamentale!

Le informazioni fondamentali

Nell’ambito dell’attività di controllo funzionale periodico delle macchine irroratrici in uso previsto dal PAN (DM 22 gennaio 2014, rif. DLgs 150/2012), è necessario che si proceda anche a fornire indicazioni al proprietario/utilizzatore della macchina irroratrice sull’eventuale entità di riduzione della deriva propria di quella macchina. Analogamente a quanto realizzato da altri Stati dell’Unione Europea, si deve adottare un sistema nazionale di certificazione delle macchine irroratrici, in relazione alla deriva da loro generata. E’ necessaria la formazione degli utilizzatori di prodotti fitosanitari sulle misure di mitigazione del rischio e loro applicazione, sia attraverso appositi corsi sia attraverso note informative da rendere disponibili al momento dell’acquisto dei prodotti fitosanitari. In tal senso un valido riferimento può essere costituito dalle Linee Guida sviluppate nell’ambito del Progetto TOPPS-Prowadis, scaricabili dal sito internet www.topps.unito.it. Con un’adeguata formazione ai tecnici abilitati al controllo funzionale delle macchine irroratrici in uso, affinché possano fornire all’utilizzatore/proprietario dell’irroratrice le indicazioni richieste. Considerando la crescente importanza delle misure di mitigazione del rischio nell’uso dei prodotti fitosanitari e la scarsa disponibilità di dati italiani, è necessario lo sviluppo di attività di ricerca per individuare misure di mitigazione adeguate alle condizioni nazionali. E’ inoltre auspicabile lo sviluppo di attività sperimentali per valutare con precisione l’efficacia delle misure di mitigazione, singole e in combinazione. Autore: Martina Fasani

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