GRANDINE SULLE RISAIE VERCELLESI

Danni alle strutture e alle coltivazioni

Violentissima grandinata nella notte in Piemonte con gravi danni nel Vercellese. In alcune zone la grandine ha raggiunto dimensioni eccezionali, anche 6-7 centimetri di diametro. Il fenomeno è stato causato da una supercella sviluppatasi rapidamente nel corso della serata, vale a dire un temporale caratterizzato dalla presenza di un mesociclone e da elevati moti verticali al suo interno che possono generare appunto grosse grandinate. In questo caso la grandine è arrivata a distruggere i tetti. Danni ingenti anche al riso in crescita.

Come ci spiega il risicoltore Andrea Vecco, i cumulonembi si sono formati e hanno prodotto delle idrometeore grosse come palle da tennis ha circa 5500 / 6000 metri di quota dove è presente lo zero termico . La dimensione delle idrometeore è dovuta alla quota di formazione era il grande differenziale di temperatura contenuto nel umidità interna a questa tipologia di nubi. Non solo il Vercellese è stato l’epicentro della tempesta unità a venti che superavano i 100 km orari. Se la turbolenza all’interno del temporale è forte,
si creano delle gire di correnti che fanno
vorticosamente girare all’interno della nube le
gocce d’acqua ghiacciate e quelle ancora in uno
stato di soprafusione che venendo in contatto con
i chicchi già formati possono accrescerli
ulteriormente strato dopo strato. Il chicco va
quindi aumentando la sua dimensione e scenderà
verso il suolo soltanto quando il suo peso avrà
vinto la forza delle correnti vorticose che lo
mantengono in quota. Le fortissime correnti
ascendenti e discendenti nel temporale fanno sì
che l’embrione compia molte salite e discese
all’interno della nube.  Tale fenomeno assume rilevante importanza nei  cumulonembi che superano i 9-10 Km di quota e  con updraft ad asse obliquo, in cui cioè le linee di  flusso della corrente ascendente sono inclinate verso il temporale (dal fronte al retro) a quote basse, e se ne allontanano (sottovento) alle quote più alte a causa di forti venti nell’alta troposfera. Ciò permette ai chicchi di piccole dimensioni, che si sono formati nella parte alta del cumulonembo, di scendere nel settore frontale della colonna calda ascendente; una volta che essi saranno divenuti sufficientemente pesanti, cominceranno per gravità a cadere verso il basso, ma così facendo entreranno nella zona in cui le correntiascendenti sono molto forti. Questo perché in quota i forti venti fanno “sfuggire” molta più
aria rispetto al flusso presente nei bassi
strati e la corrente ascensionale spesso non
è in grado di colmare il deficit di flusso che
si viene a creare: a questo punto l’unico
sistema possibile per ricreare l’equilibrio è
una intensificazione del richiamo di aria dal
basso, che si traduce in una corrente
ascensionale più forte proporzionalmente al
divario di flusso esistente tra quota e bassi
strati.  i chicchi saranno così riportati dall’updraft
verso la sommità della nube e, spinti
nuovamente avanti dalle forti correnti in
quota, cominceranno a ricadere venendo
poi “ripresi” dalla corrente ascensionale e
così via. Questo tipo di temporali
favoriscono la genesi di violente grandinate.

Categorie
Non solo riso
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