FERRARIS APRE IL DOSSIER DELL’ETICHETTA EUROPEA

Il Copa Cogeca ha approvato la proposta del risicoltore novarese. Odg piemontese "apre" sullo stato di crisi

Giuseppe Ferraris, presidente del gruppo riso del Copa Cogeca, ha conquistato l’unanimità dell’organismo che rappresenta agricoltori e cooperative dell’Ue sulla proposta di imporre l’etichettatura europea del riso. Ferraris (foto piccola) ha sottolineato il ruolo della risicoltura comunitaria, che fattura 790 milioni e occupa 12mila aziende, come dell’industria, che fattura 2,5 miliardi di euro. Nel complesso, il settore garantisce un’occupazione totale di 50mila unità. Nella sua relazione, che potete scaricare QUI, il risicoltore novarese ha evidenziato gli squilibri prodotti dalle importazioni dai PMA, che saranno oggetto di due distinte riunioni tra la Commissione europea e i Paesi produttori, il 23 maggio a Roma e il 29 maggio a Bruxelles. Una volta approvata dal Copa Cogeca, ora la proposta sarà avanzata formalmente al “dialogo sociale”, che è la sede del confronto con la Commissione europea, che quindi riceverà questa proposta formalmente. Secondo Ferraris, «l’indicazione obbligatoria del Paese di origine in etichetta è il migliore strumento per dare trasparenza al settore della produzione risicola nei Paesi dell’Ue». Il presidente del gruppo riso sta lavorando anche per la concessione della clausola di salvaguardia, per un incremento dell’aiuto specifico alla risicoltura e per un intervento straordinario: questo è però possibile solo se il Mipaaf riconosce lo stato di crisi del settore e un passo in questa direzione è stato compiuto oggi dal Consiglio regionale del Piemonte che con un ordine del giorno ha chiesto al governo proprio questa misura straordinaria.

Lo riferisce il consigliere regionale novarese Diego Sozzani (foto piccola), primo firmatario dell’ordine del giorno per la richiesta dello stato di crisi del settore del riso approvato oggi a Torino (SCARICA IL DOCUMENTO). «L’esigenza nasce dalla drammatica situazione che negli ultimi anni sta vessando i produttori locali e, che a causa delle importazioni dagli EBA, è attualmente una vera e propria situazione di emergenza – spiega il consigliere regionale -. L’approvazione unanime di questo odg è il primo risultato concreto che la Regione Piemonte ha dimostrato di compiere negli ultimi mesi. Avanzare in Commissione Europea la richiesta per la rimozione degli ostacoli che impediscono l’applicazione della Clausola di Salvaguardia, decretare l’obbligatorietà dell’etichettatura dei prodotti risicoli,  rivedere le norme comunitarie che regolano i dazi per difendere le produzioni locali dalle importazioni dei paesi asiatici e soprattutto decretare lo stato di crisi del settore sono le priorità che, in seguito all’approvazione unanime di oggi, saranno sottoposte all’attenzione del governo».

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Risicoltura
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