BANDI LOMBARDI IN BILICO

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regionelombCresce l’ incertezza sul destino del PSR della Lombardia. Uno strumento molto atteso dagli agricoltori, specie per quanto riguarda le misure per i pagamenti agro-climatico-ambientali (PACA) che si sperava potessero ottenere disco verde in tempi utili per la presentazione delle domande a valere dalla campagna 2015. Uno strumento sul quale Risoitaliano.eu ha da tempo concentrato la sua attenzione riconoscendone la valenza a sostegno dell’ attività delle imprese agricole e di quelle risicole in particolare. L’assessore Gianni Fava già dal mese di febbraio sostenne che la Regione avrebbe aperto alcuni bandi anche senza il formale via libera di Bruxelles (http://www.risoitaliano.eu/fava-bandi-psr-prima-dellapprovazione/). Una tesi ribadita recentemente al convegno organizzato da Coldiretti Pavia a Mede, come riportato da Lombardia Notizie, che è l’agenzia di stampa della Regione: «Entro aprile dovremo essere pronti a emanare i primi quattro bandi sulle misure a superficie – ha sottolineato l’assessore lombardo -, per poter stilare le graduatorie entro giugno ed essere pronti con l’erogazione dei primi contributi a luglio» ha scritto l’agenzia di stampa del Pirellone. Che il 16 aprile attribuiva all’assessore Fava queste parole: «Entro fine aprile dovremmo ricevere dalla Commissione Agricoltura dell’Unione europea la comfort letter, che sostiene formalmente la Programmazione dello sviluppo rurale della Lombardia. Poi dovremmo iniziare con quattro bandi e le graduatorie saranno subordinate all’approvazione del Psr, che dovrebbe avere il via libera entro metà maggio». Tanto ottimismo però, dev’essere sostenuto dai fatti e purtroppo quelli non sembrano arrivare. Al punto che inizia a serpeggiare la delusione, anche nelle organizzazioni sindacali. A parte Confagricoltura, che con l’assessore Fava ha ormai un conto aperto, tra minacce di denuncia per i malfunzionamenti del Sisco e scambio di letteracce sull’approvazione del Par per l’ uso dei fitofarmaci, tutti passaggi che abbiamo documentato, ora anche negli ambienti Coldiretti si starebbe facendo strada la convinzione che il PSR lombardo non partirà in tempo per attivare le misure a valere dalla campagna 2015, così come dalla Cia filtrano notizie di segno non positivo. Che trovano conferma nei recenti convegni organizzati da Unicaa e Federagronomi su PAC e PAN, in cui tre diversi relatori hanno detto esplicitamente, anche in presenza di funzionari regionali che non hanno smentito, che il PSR lombardo non partirà in tempo per attivare le misure sulla campagna 2015. Anzi, al convegno di Bergamo sulla PAC (http://www.risoitaliano.eu/ecco-i-veri-nodi-della-pac/) il prof. Frascarelli ha dato per probabile in tempi brevi solo l’ approvazione da parte dell’ UE del PSR dell’ Emilia Romagna, mentre quello lombardo «non è detto che sarà tra i primi». A questo punto un chiarimento si impone. Già dal mese di gennaio abbiamo informato sia sulle rassicurazioni della Giunta che sui problemi che stavano emergendo intorno al Psr (http://www.risoitaliano.eu/psr-nebbia-in-val-padana/) ipotizzando tre scenari: una rapida approvazione (ormai sfumata), una “lettera di marca” alla garibaldina, o “confort letter” come dice l’assessore Fava, che consenta di aprire i bandi anche senza formale ok dell’ UE (ma anche questa soluzione sembra a questo punto improbabile) e infine una clamorosa perdita d’anno, che giorno dopo giorno assume prospettive di drammatica concretezza. Facciamo rispettosamente notare alla Regione, la quale non ha certo tutte le responsabilità di questo ritardo ma che in questo momento si trova con il classico cerino in mano, che gli imprenditori risicoli lombardi che stanno decidendo le strategie aziendali, da quelle legate all’ eventuale adesione alla misura per l’agricoltura “integrata”, allo scavo dei “fossetti delle rane” o alla scelta dell’ agricoltura “conservativa”, hanno bisogno di risposte certe. In tempi certi. (22.04.15)

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Risicoltura
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