«MARTINA SBLOCCHI I CONTROLLI SUL BIO»

Interrogazione del deputato novarese Giovanni Falcone dopo le rivelazioni di Risoitaliano

L’onorevole Giovanni Falcone torna a interrogare il Ministro Martina e questa volta nel mirino del deputato novarese c’è il riso biologico. L’interrogazione parlamentare prende spunto dalle rivelazioni di Risoitaliano (LEGGI L’ARTICOLO) per chiedere al Ministro di intervenire sull’Ente Risi perché inserisca nelle denunce di semina e di produzione la categoria “riso biologico”, allo scopo di rendere più efficaci i controlli. Richiesta avanzata da Federbio e alla quale l’Ente Risi ha risposto che ci vuole una legge per modificare il sistema di denuncia del risone. Ecco il testo dell’interrogazione: «il sito internet risoitaliano.eu, che rappresenta una testata giornalistica rivolta agli agricoltori che coltivano il riso in Italia e nel mondo, in un articolo pubblicato il 23 ottobre 2017, riporta la risposta della Federbio, (la Federazione italiana che sostiene l’agricoltura biologica e biodinamica) all’Ente Risi, a proposito della richiesta di inserire la qualifica di riso biologico nei moduli che l’agricoltore deve compilare nel denunciare la superficie e la produzione, per una migliore collaborazione tra certificatori e istituzioni all’insegna della massima trasparenza;

   al riguardo la Federbio evidenzia il disaccordo con il suesposto ente, in relazione ai presupposti normativi richiesti in merito all’obbligatorietà della norma, che a giudizio dell’ente s’intendono necessari al fine di una collaborazione con l’Icqrf (l’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) e con gli organismi di certificazione autorizzati per intensificare i controlli sul riso biologico;

   il Presidente del suesposto Ente evidenzia a tal fine, che (a differenza del marchio riso italiano che risulta volontario), per quanto riguarda Igp e Dop riso, l’ente è stato incaricato, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di operare controlli, coinvolgendo anche l’Icqrf nonché ha manifestato la disponibilità a collaborare con gli enti certificatori incaricati della vigilanza sul riso biologico, ma che tuttavia è necessario che il suddetto Ministero definisca le modalità operative attraverso l’emanazione del decreto attuativo;

   a parere della Federbio invece, l’introduzione di una norma appare non necessaria, in considerazione del fatto che, sebbene il riso biologico rientri certamente nel campo di applicazione della legge istitutiva dell’Ente, (il quale anche in anni recenti non ha certo limitato le sue attività visto quanto realizzato anche nel campo della registrazione di un proprio marchio di «riso italiano») lo strumento delle convenzioni con l’Icqrf appare sufficiente e consente all’Ente stesso, di svolgere le attività di vigilanza per la repressione delle frodi nel commercio interno del riso e delle sementi di riso in tutto il territorio della Repubblica;

   la suesposta Federazione a tal fine rappresenta, in realtà, la necessità che l’Ente Risi solleciti l’Icqrf a svolgere il ruolo che le compete nel sistema di vigilanza e coordinamento del sistema di certificazione del biologico italiano, pur condividendo con la stessa Federazione dati e informazioni sulle rese effettive del riso biologico, che rappresentano uno dei punti critici su cui da tempo si concentra il massimo impegno;

   a giudizio dell’interrogante, in considerazione dell’importanza del riso biologico nel mercato nazionale e del successo crescente dei marchi Dop e Igp, (a conferma che la valorizzazione delle produzioni in Italia rappresenta uno strumento indispensabile per la conquista del vantaggio competitivo su questo segmento di domanda) occorre un chiarimento da parte del Ministro interrogato, in merito all’intenzione di assumere eventuali iniziative normative in merito ai soggetti che devono operare i controlli sul riso biologico per quanto riguarda i marchi Igp e Dop così come richiesto dall’Ente Risi, o viceversa se ritenga, come espresso dalla Federbio che risulti sufficiente lo strumento delle convenzioni con l’Icqrf, così come in precedenza riportato;

   quali orientamenti il Ministro interrogato intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa, in merito all’eventualità di assumere iniziative normative, come in precedenza richiamato, e se, al riguardo, non ritenga opportuno convocare un tavolo tra i rappresentanti dell’Ente Risi e della Federbio, al fine di evitare contrapposizioni fra i oggetti citati e addivenire ad una soluzione condivisa sia sul piano normativo, che organizzativo finalizzata alla tutela e alla valorizzazione del comparto risicolo italiano». (Nella foto, a destra il ministro Martina e a sinistra il sottosegretario Olivero, delegato al riso)

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Risicoltura
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