BIO PIEMONTE, ROTAZIONE DAL 2015

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BIOIn Piemonte chi coltiva riso biologico può evitare la rotazione solo per tre cicli e questa novità vale a partire dal 2015. L’ha chiarito la Regione. La questione era controversa ed era una delle “stranezze” evidenziate dalle polemiche sul finto riso bio. Come si ricorderà, nel novembre 2010 la Giunta di centrodestra della Regione Piemonte aveva deliberato una deroga rispetto al decreto ministeriale D.M. n. 18354 del 27/11/2009, che prevedeva, per il riso biologico, l’obbligo di monosuccessione per un massimo di tre cicli, seguiti da almeno due cicli di colture di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa o altra coltura da sovescio. Con la deroga (DGR n. 55-954 del 3/11/2010) invece, considerato che l’introduzione di colture diverse dal riso, nello specifico ambiente idrogeologico della risaia, poteva non dare risultati soddisfacenti sul piano tecnico, il riso poteva essere coltivato sempre in monosuccessione. Con la delibera regionale del 3/11/2014 n. 41-526 è stata reintrodotta la norma che prevede che «il riso possa succedere a se stesso per un massimo di tre cicli, seguiti almeno da due cicli di colture di specie differenti uno dei quali destinato a leguminosa o altra coltura da sovescio”. Adesso arriva il chiarimento interpretativo su come considerare la rotazione del riso. La Regione Piemonte, guidata dal centrosinistra, con una nota del 23/12/2014 n. 1634, ha considerato il 2015 come “anno zero”, e pertanto è dal 2015 che si iniziano a contare i tre cicli di monosuccessione. La Regione, segnala Confagricoltura Vercelli-Biella, considera l’opportunità che, in attuazione di una corretta gestione aziendale, l’azienda effettui la rotazione prevedendo la coesistenza delle tre colture nella stessa annata, secondo un preordinato piano colturale. Negli ambienti amministrativi piemontesi si considera quindi tutt’altro che superato il caso del finto riso biologico e anche in quelli sindacali l’argomento continua ad essere oggetto di discussioni appassionate. Secondo indiscrezioni provenienti dalla stessa Confagricoltura vercellese, dopo la lettera aperta dell’Anga, il presidente Mario Guidi avrebbe in animo di riunire tutti i dirigenti per una riflessione riservata sulla linea da tenere, perché all’interno dell’organizzazione, in seguito alle denunce dei giovani agricoltori, sarebbero emerse posizioni contrastanti. (Per scaricare la delibera piemontese che reintroduce l’obbligo di rotazione clicca QUI) (28.12.14)

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Risicoltura
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