«MENO COSTI ASSICURATIVI IN COOPERATIVA»

INTERVISTA: Claudio Melano, presidente della Cerealicola San Gaudenzio, valuta la situazione polizze
Con l’emanazione del Regolamento Europeo Omnibus, entrato in vigore il 1 gennaio scorso, si aprono spiragli positivi per l’agricoltura e quindi anche per la risicoltura. Ne approfitteranno anche le cooperative. Il Regolamento, come sappiamo, abbraccia più temi tra cui il mondo assicurativo, con ricadute presumibilmente incoraggianti. Si prevede infatti un incremento della percentuale di contributo europeo sulla spesa assicurativa dal 65 % attuale al 70 per cento, a patto che l’agricoltore continui ad assicurarsi su tre tipi di rischi. Il Regolamento prevede infatti la possibilità di scegliere polizze birischio, non possibili prima, e questa rappresenta una novità interessante per i risicoltori. Ma le trasformazioni del mondo assicurativo sono un’opportunità a patto che tutti i costi aziendali vengano reinterpretati e in questo senso aderire a una cooperativa ha i suoi vantaggi. Lo segnala Claudio Melano, presidente della Cooperativa Cerealicola San Gaudenzio di Novara in quest’intervista.
Sul piano assicurativo, quali sono i vantaggi ad associarsi a una cooperativa?
Lo scopo della Cooperativa è quello di assistere i soci in tutti gli aspetti. La Cooperativa, che è nata nel 1978 e che oggi conta 55 risicultori iscritti, stipula contratti collettivi per acquisti agevolati di tanti fattori produttivi, tra cui il gasolio, i fertilizzanti, i diserbanti e anche le assicurazioni. In questi anni difficili far parte di una cooperativa è vantaggioso per un agricoltore in quanto può accedere ad un finanziamento: la cooperativa paga il risone anticipatamente al raccolto se le viene conferito, tutto o in parte e questo permette all’agricoltore di far fronte le molte spese che a fine anno, dopo la raccolta del riso, un’azienda si trova a dover fronteggiare.
Quali sono i maggiori costi per un’azienda risicola e il costo assicurativo quanto pesa su questi?
I costi sono aumentati tutti con il passare degli anni, ma il prezzo a cui possiamo vendere il risone è diminuito progressivamente. Di questo passo le aziende risicole chiuderanno, perché anche a non voler coltivare il riso, non ci sono alternative, perché anche per gli altri cereali la situazione è la stessa. La politica non ha favorito l’agricoltura. Ma il costo maggiore è senza dubbio la burocrazia. Anche per le assicurazioni, perché per avere un contributo, che arriva con ritardi di due anni, si deve produrre un sacco di carta. Autore: Sara Petrucci
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