LA COLDIRETTI BATTE I PUGNI

Denuncia della confederazione piemontese sui ritardi di pagamento dei contributi assicurativi

In Piemonte – e non solo – continua la criticità circa i pagamenti dei contributi relativi alle polizze assicurative 2015, ma anche agli anni successivi, 2016-2017-2018. Lo denuncia la Coldiretti. Si tratta di una situazione che richiede la massima attenzione e che sta generando tensioni finanziarie sia sui Consorzi di Difesa, i quali hanno svolto un’opera importante di sostituzione della pubblica amministrazione supportando le aziende associate, che nei confronti delle imprese agricole. «Non è più ammissibile temporeggiare, chiediamo quindi che le istituzioni competenti, dal Mipaaf ad Agea provvedano al più presto a sbloccare i pagamenti – affermano Fabrizio Galliati vice presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Da tempo già, unitamente ai Consorzi di Difesa ed Asnacodi, stiamo seguendo l’evolversi della situazione ed esercitando un’azione di pressione affinché si giunga, non solo alla liquidazione dei contributi spettanti per il 2015, ma anche quelli degli anni successivi. Le nostre imprese, vista già la difficile situazione economica attuale si trovano a dover far fronte ad impegni eccessivi per cui l’arrivo di tali contributi rappresenterebbe solo quanto spettante. L’agricoltura piemontese, anche per effetto dei sempre più significativi cambiamenti climatici, non può fare a meno di assicurare le proprie produzioni agricole, adottando un’adeguata azione di gestione del rischio. Per questo è necessario – concludono Galliati e Rivarossa – incentivare il ricorso all’utilizzo di adeguate coperture assicurative attraverso i Consorzi di Difesa, anche mediante gli strumenti innovativi recentemente introdotti che permettono di beneficiare di compensazioni, qualora la perdita di prodotto o di reddito sia superiore al 20% della media di riferimento. Provvedimento che si aggiunge alle novità del regolamento Omnibus che prevede un abbassamento della soglia di intervento al 20%, rispetto al 30% precedente, e un innalzamento del contributo al 70%, rispetto al 65% precedente».

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