ECCO COME DIFENDERSI DAI SEQUESTRI DEI NAS

Vediamo come il mondo agricolo cerca di mettere in regola i magazzini di risone

I recenti sequestri di risone nei magazzini di alcune aziende agricole hanno riproposto con urgenza il tema della conservazione a norma di legge. Giova ricordare alcune regole. Ogni azienda agricola che coltiva e/o trasforma alimenti ha l’obbligo di possedere, compilare ed aggiornare annualmente il Manuale di Autocontrollo Aziendale (H.A.C.C.P.).Il risicoltore che intende iniziare, cessare, effettuare la variazione dei dati identificativi e ad ogni modifica o integrazione significativa della tipologia di attività, delle strutture o del ciclo produttivo delle seguenti attività: 1) la produzione primaria in generale; 2) la produzione e/o la vendita all’ingrosso e/o al dettaglio di alimenti in sede fissa e/o su aree pubbliche; 3) il trasporto e/o lo stoccaggio.

Come si presenta la Scia Sanitaria

La Scia Sanitaria (ex Autorizzazione Sanitaria) si inoltra al SUAP di appartenenza tramite posta certifica (PEC) e firmata digitalmente. Non si può presentare a mano direttamente al SUAP e non si può presentare direttamente all’ASL. L’operatore del settore alimentare, inoltre ha l’obbligo di compilare e detenere in azienda il registro dei trattamenti fitosanitari (quaderno di campagna), poiché in sede di controllo viene richiesto dalle autorità competenti con il Manuale di Autocontrollo (HACCP). Gli obblighi sopra accennati sono previsti dalla normativa igienico sanitaria, con pesanti sanzioni per gli inadempienti che variano da un minimo di 500 € ad un massimo di 30.000 €.

Cosa fa Coldiretti

Vediamo nel dettaglio l’appoggio dato dalle Confederazioni Agricole nell’area del Pavese, la più colpita dai sequestri. «L’HACCP è un servizio che offriamo a tutti i nostri Soci, risicoltori compresi – spiegano i tecnici di Coldiretti Pavia – va aggiornato di volta in volta, quando cambia la normativa o quando variano le condizioni in azienda. Si tratta infatti di un manuale che deve rispecchiare puntualmente e integralmente la vita e l’attività dell’azienda agricola. Può essere più o meno complesso a seconda del tipo di azienda, ed ha quindi costi che possono variare in funzione della sua complessità. Limitandosi alle aziende risicole, ad esempio, – concludono i tecnici di Coldiretti Pavia – si va da quelle che hanno soltanto le tradizionali attività di stoccaggio ed essiccazione del riso fino a quelle che hanno anche la pileria aziendale e un punto di vendita diretta: tutti questi passaggi devono essere riportati nel manuale HACCP».

Cosa fanno Cia e Confagricoltura

«CIA segue direttamente l’HACCP del vino e delle trasformazioni, ma per il settore riso si appoggia a tecnici privati» riferisce invece Davide Calvi, Presidente Cia Pavia, mentre per quanto riguarda Confagricoltura i corsi vengono organizzati soltanto a livello regionale e l’ultimo e’ stato effettuato nel mese di marzo (il prossimo si terrà probabilmente a settembre) ed ha un costo di 100€: Eapral, l’ente di formazione di Confagricoltura Lombardia, ha organizzato un corso di formazione che integra la formazione HACCP obbligatoria (secondo il regolamento della Comunità europea numero 852 del 2004) con la normativa sull’etichettatura ed una parte dedicata specificatamente alla preparazione e somministrazione di alimenti per celiaci. Si approfondirà il manuale HACCP insieme agli adeguamenti volontari per procedure anti-allergeni e limiti di legge per la presenza di residui. Il corso è valido anche per l’aggiornamento per l’HACCP che, deve essere rinnovato ogni 2 anni. Autore: Martina Fasani

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