ITALIA IN PRESSING CONTRO L’IMPORT

Documento congiunto Mipaaf-Ente Risi: ripristinare i dazi sull'indica cambogiano

DEAGOSTINO«L’Europa deve ripristinare i dazi doganali sul riso Indica cambogiano». L’appello è contenuto nel documento firmato dal ministero delle Politiche agricole e dall’Ente nazionale risi, e presentato a Bruxelles all’Organizzazione comunale di mercato unica, organismo che disciplina le diverse forme di intervento sui mercati agricoli dell’Unione Europea. Ne dà notizia La Provincia Pavese in un articolo di Umberto De Agostino (foto piccola). Il documento (che si può leggere integralmente QUI) stilato dalla delegazione italiana a Bruxelles con la filiera del riso ribadisce la necessità di bloccare le importazioni di riso Indica lavorato a dazio zero dalla Cambogia, che ha costretto i produttori europei a ridurre le superfici a riso Indica di circa il 18%, con un incremento del 15% di quelle a Japonica, cioè i pregiati Carnaroli, Baldo e Arborio. Risultati: il riso Japonica rimasto nei magazzini, pari a 300mila tonnellate, è quasi doppio rispetto a quello della campagna scorsa e i prezzi di mercato, in generale, non sono remunerativi per i produttori, osserva il giornalista lomellino. «La filiera italiana – si legge nel documento – intende evidenziare la sua preoccupazione circa la situazione di mercato della campagna di commercializzazione 2015-2016. Il consistente aumento delle importazioni, unitamente al rallentamento delle esportazioni di produzione comunitaria, sta creando eccedenze che da gennaio stanno influenzando negativamente i prezzi di mercato della materia prima». Le basse quotazioni internazionali, le concessioni unilaterali effettuate dalla Commissione europea ai Paesi meno avanzati, fra cui la Cambogia, e gli accordi di libero scambio hanno reso possibile l’ingresso in Europa, da settembre 2015 al febbraio scorso, di 633mila tonnellate di riso lavorato: quantitativo superiore di circa 112mila tonnellate rispetto alla scorsa campagna agraria. E poi c’è il problema del riso Indica, le cui importazioni nella scorsa campagna agraria hanno raggiunto il livello record di 345mila tonnellate. Nella campagna in corso si stima di raggiungere un nuovo record, visto che alla fine di febbraio queste importazioni erano aumentate del 42% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. «Proiettando a fine campagna – avverte il ministero – l’incremento realizzato in questi primi mesi, potremmo attenderci un livello di importazione di quasi 500mila tonnellate di riso Indica lavorato». (30.03.2016)

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