UN RISICOLTORE IN CATTEDRA

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailIl risicoltore non è più un contadino o forse non lo è mai stato. E’ agronomo, è chimico, s’intende d’elettonica… Una competenza invidiabile che le società produttrici di mezzi tecnici...

DSCN1502Il risicoltore non è più un contadino o forse non lo è mai stato. E’ agronomo, è chimico, s’intende d’elettonica… Una competenza invidiabile che le società produttrici di mezzi tecnici conoscono. Ecco perché spesso l’agricoltore “sale in cattedra” ad illustrare la propria esperienza: com’è successo al novarese Nino Chiò, invitato dalla Kuhn Rauch per parlare di elettronica in agricoltura. Tra i vari argomenti trattati vi era anche la corretta distribuzione dei concimi e nel caso del riso la sua semina, come si vede nelle foto. Chiò ha ripreso le esperienze dei vecchi agricoltori, i primi approcci con i mais ibridi “Erano tempi dove si usava il regolo … – scherza il risicoltore – Negli anno 80 chiesi al terzista di attrezzare le ruspe con “il laser”. Per lui era un problema ma mi accontentò: “solo una macchina” disse piuttosto indispettito. Nel giro di tre mesi 4 ruspe su 6 lavoravano col “laser” . Poi vennero le livellatrici “laser”, si lavorava in asciutto, si usava meno acqua, il riso nasceva meglio e le infestanti avevano perso la scalarità; insomma una rivoluzione. Successivamente abbiamo sperimentato i primi GPS guida manuale, a ruota la guida automatica, innovazioni con basso apporto agronomico, certamente, si stavano ponendo le basi di agricoltura di precisione”. Non fu una passeggiata, ammette: “Conflitti con apparecchiature sconosciute e con informatici che parlavano da informatici, con investimenti elevati, rispetto ai quali era ancora difficile vedere il ritorno”. Un percorso di 40 anni, cresciuto con la collaborazione di Trimble e Kuhn. Oggi l’agricoltura di precisione nell’azienda di Nino Chiò ha un peso che si può descrivere così: “rispetto dell’ambiente, giuste dosi nel posto giusto, un aiuto nell’applicazione delle norme PAN. Quanto all’aspetto agronomico, la creazione di mappe di produzione, di fertilità, di vigore, che permettono all’agronomo di elaborare mappe di prescrizione per concimazioni, semine, trattamenti. L’infine l’aspetto economico: si ottimizza l’uso dei concimi, fitofarmaci e delle sementi , si riducono i costi mantenendo o aumentando le produzioni…” Chiò dixit. (15.02.14)

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