RISICOLTURA SENZA CHIMICA: I RISULTATI

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sarassoL’Accademia di Agricoltura di Torino nel 2015 ha deciso di indagare sulle possibilità reali di produrre riso senza utilizzo di erbicidi e fertilizzanti di sintesi e sui costi di produzione  che ne possono derivare. Allo scopo, è stato costituito un gruppo di lavoro, composto dagli Accademici Aldo Ferrero, Antonio Finassi, Giuseppe Sarasso e Piero Garrione, il quale ha messo a disposizione un suo appezzamento di terreno  e tutte le attrezzature necessarie alla coltivazione. Quelli che espongo in forma sintetica e in esclusiva su Risoitaliano.eu – avendone ricevuto il consenso dell’Accademia e degli accademici coinvolti nell’iniziativa – sono i risultati, che saranno oggetto di successive elaborazioni e valutazioni.

bio-sarasso1TESI SPERIMENTALI:

Sono state ipotizzate  quattro diverse tesi di lotta alle infestanti:

  • Semina interrata a file, con file distanziate di 14 cm., e ripetuti passaggi con erpice strigliatore
  • Semina interrata a file binate, con interfila di 10 e 30 cm, e ripetute lavorazioni mediante una fresa appositamente modificata (nella foto)
  • Semina interrata a file binate, con interfila di 10 e 30 cm, con trasemina di soia nell’interfila, e successive lavorazioni mediante una fresa appositamente modificata
  • Pacciamatura con teli biodegradabili. Allo scopo sono stati utilizzati due tipi di telo pacciamante, di  diversi spessori, forniti dalla BASF, grazie all’interessamento di Mr. Olivier DeBeaurepaire, responsabile del Market Development Biodegradable Polymers in Agriculture.  I teli sono stati consegnati troppo tardi per essere impiegati per la semina, per cui si è deciso di utilizzarli  trapiantando  le piantine di riso ottenute diradando la coltivazione al di fuori delle parcelle sperimentali.

biosarasso4Il  terreno è di tipo limoso tendente all’argilloso, tipico di risaia, e proveniente da una coltura di triticale, seguita da mais di secondo raccolto. Il terreno era stato livellato nell’autunno precedente, e nella primavera vi era stata una notevole emergenza di giavoni, eliminati con la lavorazione pre-semina. Nonostante la grande quantità di infestanti eliminate, vi è ancora stata una notevole emergenza di giavoni, in media 700 piante /mq. La banca semi era dunque ben fornita, e con l’esperimento dell’annata si è ulteriormente rimpinguata.  L’emergenza del riso è stata ottimale, con circa 200 piante/mq.

Al momento scelto per eseguire le prime  lavorazioni, una pioggia tanto forte da sommergere l’appezzamento  ne ha impedito l’esecuzione. Sono stati necessari 8 giorni prima che il terreno asciugasse tanto da essere lavorabile, per cui l’intervento dell’erpice strigliatore non è stato molto efficace sull’infestante, che nel frattempo si era ben radicata. Le lavorazioni sono state ripetute 9 giorni dopo, ed  poi si è attuata la sommersione permanente.

biosarasso6Come media delle tre ripetizioni delle prove, la percentuale di controllo delle infestanti mediante la strigliatura è stata del 78%,  per la fresatura  del 94%. Data l’importante presenza delle infestanti, il numero di piante rimaste, 50/mq,  ha dato luogo ad ampio accestimento, tanto da produrre, nella tesi migliore (fresatura su file binate con trasemina di soia), 150 culmi/mq. Questo ha ovviamente causato una  scarsa produzione  pari ad  ¼  di quella ottenuta dal testimone diserbato. Nelle tesi strigliate, dove le infestanti sono sopravvissute in maggiore numero, la produzione è stata ridotta ulteriormente, ad 1/12  rispetto al testimone.  Buona invece la produzione nel pacciamato, con totale controllo delle infestanti.

biosarasso8A conclusione di questa prima esperienza, possiamo affermare che il terreno di prova, peraltro comune nelle zone di risaia, poco si presta alle lavorazioni per il  controllo delle infestanti, essendo troppo elevata l’alea delle piogge che lo rendono inagibile per parecchi giorni. Si ritiene quindi utile valutare ulteriormente l’utilizzo del telo pacciamante, per confermarne le prestazioni di controllo delle infestanti anche in caso di semina diretta, che ne prolunga di 30 giorni la permanenza in campo rispetto al trapianto. Se ne dovranno valutare i costi di acquisto e di posa mediante una seminatrice idonea, da progettare e costruire appositamente. Autore: Giuseppe Sarasso Didascalie: nella foto grande la fresatura; nelle foto piccole, a destra, partendo dall’alto, un’operazione di strigliatura all’8 giugno; fresato (al centro) a confronto con strigliato (1 Luglio);   nello strigliato, i giavoni (a sinistra nella foto)  hanno preso il sopravvento sul riso (a destra) popolazione di ¼ di mq; Produzione su 1 mq: al centro strigliato, a sinistra e destra diserbato e pacciamato. (04.11.2015)

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