RISCHIO STERILITÀ ?

Non si conosce ancora l'effetto che elevate temperature possono avere sulle varietà delle zone temperate

Quaranta gradi centigradi non sono un problema solo per i risicoltori ma possono esserlo anche per il riso. Il rischio è un’impennata della sterilità. Come si sa, il metodo attualmente utilizzato per costituire nuove varietà tramite incrocio, prevede di sterilizzare le antere della varietà che deve fare da madre, affinché quella pianta riceva esclusivamente il polline dell’altra varietà, destinata a fare da padre. Questo si ottiene tramite immersione delle pannocchie della varietà madre, alle quali sono state accorciate le glumelle, per 5 minuti in acqua calda, alla temperatura di 43-44°. Le temperature che stanno riscaldando attualmente le nostre risaie si sono avvicinate a questi estremi, facendo registrare temperature minori ma per tempi molto più lunghi. A memoria d’uomo, nelle nostre aree risicole si ricordano temperature di 36° nel periodo della fioritura, che non hanno causato danni. I 38-39 gradi raggiunti in questi giorni saranno dannosi alle varietà delle zone temperate?  Non esistono precedenti e probabilmente non avranno effetti devastanti, se la pianta è in buone condizioni, soprattutto di dotazione irrigua: l’evapotraspirazione  e l’effetto volano dell’acqua di sommersione dovrebbero moderare  la temperatura delle antere, riparate all’interno delle glumelle. Più problematica sarà la fecondazione di piante sotto stress idrico, non più in grado di difendersi dagli estremi climatici che stiamo vivendo. Ad inizio settembre, avremo dati certi anche su questa avversità ora da noi sconosciuta. Al momento, si ravvisano solo fenomeni di sterilità apicale sulle varietà da interno, nelle zone più nordiche, ma secondo i tecnici sarebbero dovuti più al miride e a errate concimazioni piuttosto che al grande caldo.

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