MEDI@RICE SI SCHIERA CON L’INDUSTRIA

Lettera in redazione: non c'è speculazione e sbaglia chi sabota le denunce di semina
Medi@rice, l’associazione di mediatori del settore risicolo prende le difese dell’Airi, bersagliata dalle accuse di speculazione, con una lunga lettera in redazione, che pubblichiamo integralmente (SCARICA IL DOCUMENTO ORIGINALE). La lettera parte contestando l’assessore piemontese Giorgio Ferrero, il quale, su Risoitaliano, «accusa l’industria di speculare sul prezzo del riso e, pur non avendo le prove, ipotizza che le industrie risiere si siano messe d’accordo facendo crollare il prezzo del riso tramite i loro buyer. Il mercato del risone da mesi sta attraversando un periodo di estrema calma con scambi di prodotto praticamente rarefatti. Ci permettiamo di far notare che, se effettivamente sul mercato ci fossero azioni speculative, ci sarebbero quantomeno scambi di prodotto che, invece, non avvengono – osservano i mediatori di Medi@rice-. Quanto all’idea di mettere sotto contratto gran parte della risicoltura allo scopo di garantire prezzi equi, ci permettiamo di far notare al promotore dell’idea che la quantità di risone prodotti nel 2016 dei gruppi Arborio, Carnaroli e Roma, che oggi risentono della crisi in maniera più evidente degli altri per via degli enormi quantitativi prodotti (rispettivamente +23%, +41%, + 56% rispetto il quantitativo prodotto nell’annata precedente), non avrebbero comunque avuto il modo di essere venduti totalmente e preventivamente all’industria proprio per la loro ingente quantità.
Prova ne è che le riserie interessate a sottoscrivere contratti di coltivazione su questi tipi di riso per la prossima campagna, si sono fermate a qualche decina di migliaia di TM. rispetto una produzione che, se dovesse eguagliare quella del 2016, supererebbe abbondantemente (sommando Arborio e Carnaroli) le 200.000 TM.L’unico accorgimento non immediato (diviso in due fasi) per risolvere questo gravissimo problema di mercato, come abbiamo già espresso nel documento programmatico da noi pubblicato diversi mesi fa è, in primo luogo far ricorso alla “clausola di salvaguardia” che, tra l’altro, è uno strumento previsto dalla politica comunitaria, per interrompere il flusso di merce in esenzione di prelievo proveniente da Myanmar, Vietnam e Cambogia e, in concerto con quest’azione, indirizzare il pagamento dell’aiuto accoppiato al riso di tipo “indica” onde poter riportare la superficie destinata a questo tipo di riso su valori prossimi a 60.000 ha. Queste azioni porterebbero ad un riequilibrio automatico della superficie destinata agli altri gruppi varietali decollassando il mercato.A tal fine consigliamo di osservare i grafici relativi al rapporto prezzo/superficie sulle varietà di riso Arborio, Carnaroli e Indica in base ai dati degli ultimi 13 anni per capire quanto sia evidente il punto di “caduta” dei prezzi, sui risi da mercato interno, quando la superficie supera una certa soglia.
Circa l’accusa all’Ente Nazionale Risi di non riuscire a difendere gli agricoltori pensiamo che, se il mercato ha raggiunto una fase di collasso che mai si era vista prima, forse ogni componente della filiera ha le proprie responsabilità ma non è che scaricandole a destra e a manca si risolva il problema.
L’idea che ultimamente sta montando circa la volontà di sabotare l’invio dei dati sia di semina che produttivi presso l’E.N.R., riteniamo sia una manovra dettata dall’esasperazione del momento e che non dia alcun vantaggio a chi la pratica; riteniamo invece che avere una banca dati corretta ed efficiente, sia la base per poter affrontare il mercato in maniera costruttiva. A fronte di ciò ricordiamo che, in
altri settori cerealicoli, si pagano delle agenzie che diffondono report circa le semine e i dati produttivi onde poter consentire agli operatori di poter fare le proprie analisi di mercato.
A nostro avviso occorre che l’E.N.R. operi in modo tale da poter mettere gli attori della filiera nelle condizioni di poter usare i dati, che raccoglie ed elabora, in modo fruttuoso: conoscere le stime di semina a semina avvenuta, non serve praticamente a nulla.Relativamente all’articolo “INCONTRO AIRI-MEDIATORI SUL TRICICLAZOLO” pubblicato il 14 maggio u.s. sempre su Riso Italiano, su cui sono circolate tantissime notizie spesso non esatte, riteniamo che AIRI non abbia fatto altro che ribadire a noi mediatori, considerati l’interfaccia con i produttori, le norme contenute nel nuovo Regolamento CE, in corso di pubblicazione, che entrerà in vigore dal 1° luglio 2017 in merito ai limiti residuali di Triciclazolo.Oltre a ringraziare AIRI per aver promosso l’incontro che ha favorito il dibattito per chiarire la situazione, auspichiamo che il confronto possa proseguire: d’altra parte la ns. associazione ha sempre promosso –invano- l’incontro con gli attori della filiera per l’importante ruolo che i ns. associati svolgono nel mercato e riteniamo che tale confronto, in una fase di mercato così critica che, se perdurerà potrà lasciare segni indelebili su molte zone italiane la cui economia è basata sulla produzione e lavorazione del riso, non potrà essere che costruttivo».
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Risicoltura
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