LO STRATEGA ANTI-RESISTENZE

Il meccanismo dI flufenacet ed oxadiazon spiegato da chi li utilizza

Gli esperti del Gruppo italiano resistenza erbicidi (Gire) lo affermano nelle loro linee guida sul diserbo: quando si riscontra in azienda un’infestazione di Riso Crodo, Giavoni, Alismatacee e Ciperacee in pre semina si può ricorrere a prodotti a base di flufenacet, anche quando l’infestante è resistente agli altri erbicidi. Questo, perché il flufenacet e l’oxadiazon non hanno sviluppato resistenze in campo risicolo.

Il Cadou Riso resta dunque l’arma più potente contro questo “ospite sgradito” delle risaie italiane, anche e soprattutto quando si produce del cereale di alta qualità, magari sottoposto a un disciplinare di produzione per il riconoscimento della Dop, come avviene nella Baraggia vercellese e biellese, dove lavora Giacomo Vigino. Il contitolare della tenuta Drusiana di Casanova Elvo (Vercelli) tratterà anche quest’anno i suoi risi con Cadou, perché, ci spiega, «è efficace contro le principali malerbe, comprese quelle resistenti, a partire dal crodo e per finire con il giavone». Unica condizione: rispettare i tempi di applicazione del prodotto. «Bisogna arare, erpicare e concimare, quindi ai primi di aprile sommergere la risaia e trattare. A quel punto bisogna lasciare l’acqua ferma per 30 giorni ed è fondamentale sia per sterminare le malerbe che per disattivare il prodotto, in modo che non danneggi il seme di riso che andremo successivamente a distribuire» spiega il risicoltore vercellese.

Quest’anno Vigino seminerà Sirio CL, Terra CL, Carnaroli, Apollo, Dardo, Luna CL e Cammeo. «In queste terre, il riso si semina in monosuccessione da decenni, se non da secoli – racconta – ed è importante contenere le infestanti da seme. Il Cadou permette un’ampia scelta varietale, perché puoi anticipare la semina, ma va usato con attenzione, ad esempio evitando di scaricare l’acqua nelle risaie contigue quando si pratica la sgrondatura». Se si rispettano i tempi e le modalità d’utilizzo, ammette il risicoltore, «si ottengono ottimi risultati anche sul giavone».

Tra gli accorgimenti da tenere presente, avverte, c’è anche la luce: meglio trattare con Cadou nelle giornate calde e luminose. «Se però devo individuare un motivo veramente decisivo per usare il flufenacet – sottolinea Vigino -, esso riguarda il grosso problema degli ultimi anni, e cioè la resistenza delle infestanti. Il Cadou ha una molecola che non genera resistenze, diversa dalle altre in commercio, e questo è il vero, grande vantaggio». Cadou è commercializzato in “combi pack” con Ronstar FL, che si impiegano in pre-semina in momenti diversi. (Prodotti fitosanitari autorizzati dal Ministero della Salute; per relativa composizione e numero di registrazione si rinvia al catalogo dei prodotti o al sito internet del produttore. Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta, prestando attenzione alle frasi e ai simboli di pericolo e alle informazioni sul prodotto. ® Marchio registrato. Informazione pubblicitaria a cura di Bayer)

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