LE MIETITREBBIE SONO GIÀ GONFIE

Si annuncia una campagna fortunata sul fronte delle rese, con tante preoccupazioni per i listini

Siamo al 60 per cento del raccolto di riso. La notizia filtra dalle province in cui questo cereale è maggiormente coltivato: Vercelli, Novara e Pavia. Le operazioni di taglio sono dunque avanzate, anche se, ci informa un agronomo, si riscontra un’alta variabilità tra le diverse zone e persino tra le diverse aziende. «C’è ancora molta umidità, il riso non è andato in senescenza. Le varietà nuove sono caratterizzate da un marcato stay green che le porta oltre la maturazione fisiologica: non si allettano ma pagano qualcosa in termini di produzione» ci dice un agricoltore.

In realtà, i dati che emergono – e che sono provvisori – indicano chiaramente che sarà una campagna pingue. Nel Vercellese, i lunghi B evidenzierebbero delle rese simili a quelle dello scorso anno; si parla di 77 quintali a ettaro. Un calo è atteso per lunghi A e tondi (sotto i 70 quintali, ad eccezione di Sole e Terra a 72), ma dovrebbe essere una grande annata per il Carnaroli, con 52 quintali, come pure per il Baldo e l’Arborio. Il Baldo in particolare si prepara a sbancare in Turchia, dove la produzione di questo riso sarebbe dimezzata. Previsioni che stanno riverberandosi sui listini, peraltro depressi per tutte le altre varietà.

Tornando allo scenario agronomico, nel Vercellese si segnala il problema della grandine, che ha devastato un’area di 1.000 ettari (con danni dal 30 all’80%) e oltre (per danni inferiori). A Novara e Pavia si presentano dei problemi di macchia, che interesserebbero anche varietà Lungo A in pole position sul mercato, mentre le rese sono allineate a quelle – ottime – del riso vercellese. Soltanto a Pavia si riscontrano episodi di sterilità fiorale sul riso tondo e di brusone sui risi da interno. In sintesi, la resa a livello nazionale dovrebbe oscillare tra 61 e 65 quintali a ettaro.

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Risicoltura
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